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F1, Wolff celebra Antonelli e attacca la Ferrari: "Lo avrebbero parcheggiato come Bearman"

Motorsport
ollie bearman ferrari f1 copia
Il team principal della Mercedes rivendica la scelta di lanciare Andrea Kimi Antonelli nel team ufficiale, criticando la strategia di Ferrari e Red Bull sui giovani.
Il trionfo mondiale di Andrea Kimi Antonelli nel Gran Premio del Messico 2026 rappresenta una scommessa vinta per Toto Wolff. Il team principal della Mercedes ha voluto rivendicare con orgoglio la decisione di promuovere il talento italiano direttamente nella squadra ufficiale, scavalcando la tradizionale gavetta nei team minori, una mossa coraggiosa che ha portato alla conquista del titolo iridato al secondo anno del pilota nella massima serie.

La stoccata alle strategie avversarie

In una recente intervista concessa al Corriere della Sera, il manager austriaco non si è limitato a celebrare il successo del suo pupillo, ma ha lanciato una precisa frecciata alla gestione dei giovani talenti adottata dalle scuderie rivali. Secondo Wolff, se il neocampione del mondo fosse cresciuto in altri vivai, il suo approdo ai vertici della Formula 1 sarebbe stato inevitabilmente ostacolato da logiche più conservative.
«Se fosse stato alla Ferrari o alla Red Bull i dubbi ci sarebbero stati, non lo avrebbero mai messo subito sulla macchina migliore e lo avrebbero parcheggiato in un piccolo team, come Bearman», ha dichiarato il numero uno di Brackley. Il riferimento esplicito è alla scelta della Scuderia di Maranello di affidare Oliver Bearman alla Haas per fargli accumulare esperienza, rinviando un suo eventuale ingresso nel top team.

Un progetto lungo nove anni

Il percorso che ha portato Antonelli sul tetto del mondo non è frutto di un miracolo sportivo estemporaneo. Wolff ha tenuto a precisare che il risultato messicano è l'apice di un investimento durato nove anni, durante i quali la scuderia tedesca ha affiancato la famiglia del pilota, fornendo risorse tecniche e opportunità di sviluppo costanti fin dalle categorie giovanili.
Il dirigente ha inoltre respinto la narrativa secondo cui le squadre avversarie si sarebbero semplicemente lasciate sfuggire un talento assoluto. Al contrario, il valore attuale del pilota italiano è profondamente legato all'ambiente lavorativo in cui è stato inserito e, soprattutto, alla fiducia incondizionata che la dirigenza gli ha garantito durante i momenti di massima pressione.

I rischi calcolati e le prospettive future

La stagione d'esordio del 2025 si era infatti rivelata complessa, segnata da fisiologici alti e bassi che avevano sollevato alcuni interrogativi sulla tempestività della sua promozione anticipata. Tuttavia, la Mercedes ha sempre protetto il proprio investimento, non mettendo mai in discussione il ragazzo e preparandolo ad affrontare il drastico cambio regolamentare previsto per l'anno successivo.
Con il trionfo nel campionato 2026, la strategia di Brackley ha dimostrato che un salto di categoria diretto può rivelarsi vincente se supportato da un programma di preparazione adeguato. Ora, con il titolo conquistato e un progetto tecnico solidificato attorno al suo nuovo leader, la Mercedes si appresta ad aprire un potenziale nuovo ciclo, costringendo i top team concorrenti a interrogarsi sull'efficacia delle rispettive accademie per le future leve del motorsport.
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