Il Museo Nazionale dell'Automobile (MAUTO) di
Torino ospita dal 7 ottobre 2026 al 7 marzo 2027 la mostra "Aldo Brovarone
- La matita di Pininfarina". L'esposizione, allestita nella project room
del primo piano, celebra il centenario della nascita del progettista
piemontese, ripercorrendone l'intera parabola professionale. Curata da Maria
Paola Stola Ariusso, la rassegna esplora il percorso di Brovarone a partire
dagli esordi in Argentina fino ai 35 anni trascorsi all'interno del Centro
Stile Pininfarina (dal 1953 al 1988). Nelle sale sono esposti 28 disegni
originali provenienti dall'Archivio Storico Pininfarina e dagli archivi privati
di Cesare Brovarone e Alfredo Stola, integrati da manifesti, cartoline e
fotografie.
Il percorso espositivo è impreziosito dalla presenza di
quattro vetture di fondamentale importanza storica e stilistica:
- Maserati
A6GCS/53 Coupé (1953): Si tratta del primo progetto firmato da
Brovarone per Pinin Farina, nato come reinterpretazione elegante della
Cisitalia 202. Dotata di un propulsore a 6 cilindri in linea da 1985,6 cc
capace di erogare 170 CV, raggiunge una velocità massima di 235 km/h.
Realizzata in soli quattro esemplari, è stata votata nel 2014 come la più
bella vettura del marchio per il Centenario della Casa modenese.
- Dino
Berlinetta Speciale (1965): Questo prototipo in esemplare unico segna
uno spartiacque per la Ferrari, anticipando la transizione verso le
vetture sportive a motore centrale. Equipaggiata con un motore DINO V6 da
1986,61 cc e 180 CV, la vettura rientra in Italia per questa mostra dopo
61 anni dalla sua prima presentazione al Salone di Parigi.
- Lancia
Gamma Coupé (1976): Considerata un capolavoro di armonia e purezza
delle superfici, questa vettura a tre volumi compie quest'anno il suo
cinquantenario. Prodotta in 6.789 unità, monta un motore a 4 cilindri
contrapposti da 1999 cc e 115 CV, con una velocità di punta di 182 km/h.
- FIAT Stola Dedica (1996): Prototipo spider in esemplare unico sviluppato a
partire dalla base meccanica della FIAT Barchetta. La vettura, spinta da
un motore 4 cilindri Turbo a 16 valvole da 1995 cc e 262 CV, può toccare i
260 km/h di velocità massima.
Nato a Vigliano Biellese il 24 giugno 1926, Aldo Brovarone
mosse i primi passi nel settore automobilistico nel 1949 trasferendosi in
Argentina, dove collaborò con la AUTOAR di Piero Dusio. Rientrato in Italia,
venne assunto da Pinin Farina nel 1953, lavorando al fianco di disegnatori come
Francesco Salomone e Adriano Rabbone, diretti da Franco Martinengo. La sua
visione "inconsapevolmente visionaria", come definita dalla curatrice
della mostra, ha dato vita a modelli epocali quali l'Alfa Romeo Superflow
(diretta progenitrice della Spider Duetto), la Peugeot 504 (con oltre 3.700.000
vetture prodotte), e l'impronta stilistica delle Ferrari Super America e
Superfast II.
Prima di ritirarsi ufficialmente nel 1988, Brovarone
contribuì anche alla linea della futura Ferrari F40, definendo il disegno del
suo inconfondibile alettone posteriore sotto la direzione di Leonardo
Fioravanti. Anche dopo il pensionamento, il designer continuò a collaborare
attivamente per decenni alla realizzazione di one-off e piccole serie insieme a
Stola e Studiotorino, mantenendo viva la sua passione per il disegno e
confermandosi come uno dei talenti più brillanti del car design del Novecento.