La Vercelli agricola degli anni Sessanta rivive ad Auto e Moto d'Epoca: il fascino del lavoro rurale firmato Fondazione Marazzato

Storiche
Fiat 666 N7 1947 allestimento Riso Amaro
La Fondazione Marazzato è pronta a stupire ancora una volta il pubblico di Auto e Moto d'Epoca, l'attesa kermesse dedicata al motorismo storico in programma a Bologna Fiere dal 22 al 25 ottobre 2026. Dopo aver affascinato i visitatori nell'edizione 2025 con la ricostruzione scenografica delle fermate del trasporto pubblico urbano, quest'anno l'ente piemontese cambia rotta e punta i riflettori sul mondo rurale.
Lo stand si trasformerà in un suggestivo spaccato della Vercelli agricola degli anni Sessanta, un allestimento curato nei minimi dettagli per restituire ai veicoli d'epoca non solo la loro dignità meccanica, ma anche il profondo contesto sociale, produttivo e umano in cui operavano quotidianamente.

I tre gioielli della Collezione: dal grande schermo al lavoro nei campi

L'esposizione, ideata dall'Ufficio Marketing e Comunicazione del Gruppo Marazzato, ruoterà attorno a tre mezzi iconici della Collezione (abitualmente custodita nello Showroom di Stroppiana, lungo la SP31), scelti per raccontare la fatica, i mestieri e la mobilità popolare del secondo dopoguerra:
  • Fiat 666 N7: il "gigante" della rassegna, un autocarro pesante allestito per l'occasione con richiami diretti al celebre film "Riso amaro" (capolavoro neorealista diretto da Giuseppe De Santis nel 1949). Un omaggio al duro lavoro delle mondine e alla coltivazione del riso, in un'epoca in cui questi possenti camion rappresentavano lo strumento essenziale per il trasporto di braccianti, materiali e raccolti;
  • Fiat 615 N: un autocarro leggero, appartenente alla fortunata serie prodotta tra il 1951 e il 1965, che si distingue per una rara e curiosa configurazione specialistica destinata al taglio della legna. A impreziosire il veicolo è la presenza della targa rettangolare originale, all'epoca riservata esclusivamente alle macchine agricole;
  • Motom 48: simbolo della motorizzazione di massa leggera, questa inconfondibile motocicletta testimonia come, nell'Italia rurale della ricostruzione, gli spostamenti individuali diventarono via via più accessibili anche tra i campi e nei piccoli borghi isolati.

Realtà virtuale e interazione: un salto tecnologico nella tradizione

L'esposizione della Fondazione non si limiterà a essere un affascinante museo statico, ma offrirà un'esperienza da vivere in prima persona. Salendo a bordo del Fiat 666 N7, i visitatori potranno indossare speciali visori per la realtà virtuale e immergersi a 360 gradi in uno scorcio di vita contadina del passato (un'iniziativa immersiva che ha già riscosso grande successo agli eventi Fun Motor Classic e Risò nel corso del 2026). Inoltre, per coinvolgere il pubblico in modo dinamico, lo stand sarà animato dal "Quizzone": un divertente gioco a premi, lanciato con successo durante il recente Porte Aperte "Campo Base Stroppiana", che sfiderà gli appassionati con domande intriganti sulla storia dell'automobile e del trasporto, mettendo in palio esclusivi gadget firmati dalla Fondazione.
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