Dal Safari africano a Le Mans: la Fondazione Macaluso porta a Bologna cinque Lancia leggendarie

Storiche
LanciaFulviaCoupéHF
Il grande libro di storia del motorsport si sfoglia a BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre 2026 in occasione dell'attesissima kermesse Auto e Moto d'Epoca. Tra i protagonisti di questa edizione spicca la Fondazione Gino Macaluso per l'Auto Storica, che si presenta al pubblico con un'esposizione mozzafiato composta da cinque vetture firmate Lancia. Un viaggio meccanico e sensoriale che abbraccia due delle discipline più estreme e affascinanti delle corse automobilistiche: i massacranti rally nel continente africano e le leggendarie gare di endurance su pista.
A riassumere il valore inestimabile di questa flotta è Monica Mailander Macaluso, Presidente della Fondazione: "Queste vetture hanno una storia sportiva importante: le hanno guidate leggende come Juha Kankkunen, quattro volte campione del mondo di rally, e grandi piloti della Formula 1 come Riccardo Patrese e Michele Alboreto. Per noi Auto e Moto d’Epoca è l’occasione di incontrare collezionisti e appassionati, ma anche i più giovani: è a loro che la Fondazione guarda fin dalla sua nascita".

Le regine delle sabbie: Fulvia HF e Delta Integrale allo stand centrale

All'interno del Centro Servizi, lo stand principale della Fondazione accoglie i visitatori con due fuoristrada purosangue che hanno scritto pagine indelebili sugli sterrati dell'Africa orientale:
  • Lancia Fulvia Coupé HF 1.6 Safari (1970): la capostipite delle vittorie Lancia nei rally, esposta nella sua fiera configurazione per l'East African Safari Rally, dove ha sfrecciato in Kenya affidata al celebre equipaggio composto da Lampinen e Davenport;
  • Lancia Delta HF Integrale Evoluzione "Safari" (1992): spinta da un portentoso motore turbo da 1.995 cc capace di erogare 295 CV, questa iconica vettura in livrea d'ordinanza ha sfiorato la vittoria conquistando il secondo posto assoluto al Safari Rally del 1992, domata dalle mani esperte del campione del mondo Juha Kankkunen e del navigatore Juha Piironen.

"Icons of Speed": il dominio in pista con Beta Montecarlo ed LC1

Sempre nel cuore del Centro Servizi, la Fondazione contribuisce alla rassegna speciale "Icons of Speed" mettendo in mostra due pietre miliari dell'endurance tricolore:
  • Lancia Beta Montecarlo (1980): un capolavoro di aerodinamica e ingegneria equipaggiato con un propulsore 1.400 cc turbo da 420 CV, capace di sbaragliare la concorrenza fin dal suo debutto assoluto vincendo la 6 Ore del Mugello con l'equipaggio formato da Riccardo Patrese ed Eddie Cheever;
  • Lancia Endurance LC1 (1982): spinta da un 4 cilindri turbo da 1.400 cc e 430 CV, questa vettura vanta un palmarès di prim'ordine nel Mondiale Sportprototipi, registrando due pole position nell'anno del debutto (alla 1000 km del Mugello con Alboreto e Ghinzani, e alla 6 Ore del Fuji dove chiuse seconda con Patrese e Fabi) e partecipando a classiche monumentali come la 24 Ore di Le Mans e la 1000 km del Nürburgring.

Il ruggito del V8 Ferrari: la mostruosa LC2 al padiglione ACI

La presenza della Fondazione Macaluso si estende infine al padiglione istituzionale dell'Automobile Club d'Italia (ACI), dove è stata allestita un'esposizione speciale interamente dedicata al marchio torinese. A far brillare gli occhi degli appassionati ci penserà un esemplare in prestito dalla Fondazione: la Lancia Endurance LC2 del 1983. Questa belva da pista nasconde sotto il cofano un motore V8 di derivazione Ferrari magistralmente preparato da Abarth, un propulsore capace di erogare potenze spaventose, sfiorando la soglia degli 850-1000 CV in configurazione da qualifica grazie all'estrema pressione del turbocompressore. Un'auto nata per le maratone della velocità, capace di imporsi in qualifica a Monza e Imola nel 1983, fino a raggiungere l'apice con la prestigiosa vittoria e pole position alla 1000 km di Spa-Francorchamps del 1985 con l'equipaggio composto da Mauro Baldi e Bob Wollek.
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