Non fu la prima vettura a fregiarsi della firma di
BMW M
GmbH — onore che spetta alla supercar a motore centrale M1 —, ma da quattro
decenni la
BMW M3 incarna l'archetipo assoluto della vettura ad alte
prestazioni per gli appassionati di tutto il mondo. Il capitolo inaugurale di
questa saga automobilistica risale al Salone di Francoforte (IAA) del 1985,
preludio al lancio commerciale della capostipite: una due porte compatta da
1.200 kg spinta da un
quattro cilindri 2.3 litri a 16 valvole da 200 CV (147
kW), capace di scattare da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi e toccare i 235
km/h.
Oltre a conquistare il pubblico (arricchendosi presto della
versione Cabrio), la prima generazione costruì la propria fama leggendaria tra
i cordoli di mezzo mondo, dominando il campionato turismo tedesco DTM, il
Campionato Mondiale Turismo (WTCC) e la sfibrante 24 Ore del Nürburgring. Nel
1992 la seconda generazione compì il salto di maturità: linee più eleganti,
debutto del celebre propulsore a sei cilindri in linea, gamma allargata
alla berlina a quattro porte e, a partire dal 1996, l'introduzione della
trasmissione sequenziale robotizzata SMG (Sequential M Gearbox).
L'era d'oro dell'aspirato: dalla mitica E46 CSL al monumentale V8 ad alto
regime della E92
All'alba del nuovo millennio, la terza generazione (2000)
scolpì indelebilmente l'immaginario collettivo grazie a dettagli estetici
inconfondibili: gobba power dome sul cofano, passaruota bombati e
l'iconico impianto di scarico a quattro uscite. Sotto il cofano pulsava un
raffinato sei cilindri in linea aspirato da 3,2 litri e 343 CV, portato
al culmine ingegneristico con la versione speciale BMW M3 CSL: grazie a
una drastica cura dimagrante e a 360 CV di potenza, bruciava lo 0-100 km/h in
appena 4,9 secondi, mentre la variante da gara M3 GTR trionfava nella serie
americana ALMS e conquistava due volte la 24 Ore del Nürburgring.
La vera rottura tecnologica arrivò nel 2007 con la quarta
generazione, che osò abbandonare il sei cilindri per accogliere un
impressionante V8 aspirato da 4,0 litri ad altissimo regime di rotazione,
erogante 420 CV per un'accelerazione 0-100 km/h in 4,8 secondi. Con
questa base tecnica, nel 2012 la casa dell'Elica fece il suo ritorno nel DTM
dopo vent'anni di assenza, dominando la stagione con il titolo piloti
conquistato da Bruno Spengler, il titolo costruttori per BMW e il trionfo tra i
team con la scuderia Schnitzer.
La svolta biturbo, l'integrale M xDrive e la prima Touring: l'evoluzione
moderna fino alla M3 CS
Con la quinta generazione introdotta nel 2014, la
denominazione M3 rimase riservata in esclusiva alla carrozzeria berlina a
quattro porte, mentre la meccanica abbracciò la sovralimentazione: al posto
dell'otto cilindri arrivò un inedito sei cilindri in linea M TwinPower Turbo,
capace di garantire coppia e potenza nettamente superiori tagliando al contempo
consumi ed emissioni del 25%. La versione dotata di Competition Package alzò la
potenza a 450 CV, abbattendo il crono sullo 0-100 km/h a 4,0 secondi netti.
Dal 2020 a oggi, la sesta generazione ha completato la
metamorfosi dell'icona di Monaco: nel 2021 ha debuttato la prima M3 a trazione
integrale intelligente M xDrive, mentre nel 2022 ha visto finalmente la
luce l'attesissima variante familiare BMW M3 Touring, da decenni
richiesta a gran voce dai puristi del marchio. Il vertice prestazionale della
serie è rappresentato oggi dalla serie limitata M3 CS, punta di diamante
capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,4 secondi e raggiungere una
velocità di punta limitata elettronicamente a 302 km/h, a coronamento di
quarant'anni trascorsi al vertice della guida sportiva.