Audi rinnova la sua
compatta premium nell’anno del suo trentesimo anniversario puntando su una marcata digitalizzazione e su tecnologie di assistenza alla guida derivate dai modelli dell’alto di gamma. Se nel 1996 Audi stupiva il mondo “scendendo” per la prima volta nel segmento delle compatte, nel 2026 assistiamo a quello che è probabilmente l’ultimo restyling della quarta generazione.
Se novità ci sono nella gamma della compatta tedesca, con prezzi che scendono verso il basso grazie all’introduzione della versione Design, per scoprire la principale bisogna aprire la portiera e accomodarsi a bordo. L'abitacolo, infatti, si ispira alla Q3 e si trasforma in un vero e proprio "palcoscenico digitale", dominato dall'Audi virtual cockpit Plus da 11,9 pollici e dal display panoramico MMI da 12,8 pollici caratterizzato da un design curvo.
Una soluzione che ormai abbiamo visto spopolare su tanti modelli della Casa dei quattro anelli e che ora viene “democratizzata” sulla entry level. Passiamo subito al dunque analizzando come sono cambiati i prezzi, come si dividono le motorizzazioni e piccolo focus sul nuovo allestimento Design.
Listino prezzi, motorizzazioni e il nuovo allestimento Design
Rispetto ai 33.100 euro della versione Business, l’Audi A3 Sportback Design abbassa il prezzo di 500 euro e rappresenta un'alternativa dall'estetica accattivante alla precedente entry level, integrando dotazioni solitamente appannaggio del top di gamma S line, tra cui vetri oscurati, i cerchi in lega da 18 pollici e i fari Full LED. Anche la novità principale di questo aggiornamento, il nuovo doppio schermo dalla cornice ricurva, viene proposto di serie.
Le motorizzazioni disponibili per l'allestimento Design presentano i seguenti listini
- 1.5 TFSI 116 CV (Manuale): 32.600 euro
- 1.5 TFSI 116 CV (MHEV S tronic): 34.800 euro
- 1.5 TFSI 160 CV (MHEV S tronic): 36.700 euro
- e-hybrid 204 CV (Plug-in S tronic): 43.100 euro
- e-hybrid 272 CV (Plug-in S tronic, solo per S line): 53.700 euro
Il divario si fa evidente confrontando la gamma Sportback con l'Audi A3 allstreet, la variante crossover urbana rialzata di 3 centimetri, che esclude l'allestimento Design partendo invece dal livello Business con potenze di base più elevate.
- 1.5 TFSI 160 CV (MHEV S tronic): Sulla allstreet Business il prezzo base è di 40.050 euro, con una forbice rilevante rispetto ai 36.700 euro della Sportback Design paritetica.
- 2.0 TDI 150 CV (S tronic): L'offerta Diesel, esclusa dall'allestimento Design sulla Sportback, è invece disponibile per la allstreet a partire da 41.750 euro e sulla Sportback a partire da 35.250 euro (da Business a S line).
- e-hybrid 204 CV (Plug-in S tronic): Fissata a 47.100 euro sulla allstreet Business, segna una netta distanza economica dai 43.100 euro necessari per l'omologa Sportback Design.
Evoluzione esterna: l'allestimento Design detta le regole, al Allstreet strizza l'occhiolino ai SUV
Fuori, la compatta di Ingolstadt affila le armi enfatizzando il suo carattere dinamico. L'ampio single frame esagonale della Sportback perde la cornice, fondendosi con prese d'aria generose e un paraurti anteriore ben più incisivo. Al posteriore, l'estrattore strizza l'occhio ai modelli RS, mentre le fiancate mantengono la classica linea di spalla cuneiforme. Non cambia la lunghezza, con i suoi 4,35 metri, e neanche il bagagliaio (da 380 a 1.200 litri, 280-1.100 le plug-in).
A rubare l'occhio è ancora una volta la nuova versione Design, che democratizza lo stile sportivo offrendo di serie cerchi in lega da 18 pollici e vetri oscurati, dotazioni solitamente riservate al vertice della gamma. Chi cerca l'impronta da crossover urbana può invece puntare sulla A3 allstreet, che si distingue per l'assetto rialzato di 3 centimetri per non disdegnare la guida sulle strade bianche, il single frame ottagonale ereditato dalla famiglia Q e le minigonne votate al mondo all terrain.
Il "palcoscenico digitale": la vera rivoluzione è in abitacolo
A bordo va in scena il salto generazionale più netto, con un travaso tecnologico diretto dai modelli alto di gamma come la Q6 e-tron e la stessa Q3 che ne rappresenta “l’alternativa” a ruote alte per il cliente. L'ambiente interno è dominato dall'Audi digital stage, un autentico palcoscenico digitale composto dall'Audi virtual cockpit Plus da 11,9 pollici e dallo schermo panoramico MMI da 12,8 pollici. Il design curvo di quest'ultimo avvolge il guidatore ed evoca visivamente le linee della calandra esterna.
L'interfaccia grafica è stata rinnovata per favorire la personalizzazione dell'esperienza digitale, mentre la nuova console centrale integra un vano smartphone orientato verso il conducente con ricarica wireless a 25 Watt. La sensazione premium è amplificata dall'elegante inserto che abbraccia plancia e pannelli porta, declinabile in microfibra Dinamica, fibra di carbonio o tessuto, e dal volante dotato di comandi evoluti. Peccato la presenza del famigerato piano black nella parte iniziale del tunnel, quella più soggetta al tatto delle dita e quindi alle conseguenti ditate. Meglio prima o adesso? Sicuramente con questo nuovo abitacolo l’Audi A3 si adegua al trend che vuole schermi sempre più grossi ma facili e fluidi nel loro funzionamento. Un esempio? Gli ADAS si disattivano velocemente, senza perdersi tra i menu.
Il futuro, però, potrebbe vedere proprio la Casa dei quattro anelli essere la prima a scommettere sul ritorno massiccio dei tasti fisici. Sulla nuova Audi 3, per esempio, la climatizzazione si regola solo virtualmente…Infine, sulle razze del volante tornano comandi fisici ma si parla solo delle rotelline. Qui, a differenza di Golf, si è deciso di mantenere i comandi aptici che, personalmente, trovo un po’ superati.
Tanti motori, il Diesel rimane: si guida sempre bene e c’è l’imbarazzo della scelta
Una volta iniziato il test drive, ci è stata data l’occasione sia di guidare il motore ibrido entry level, il 1.5 TFSI 116 CV S tronic con sistema Mild Hybrid, sia la allstreet nella configurazione ibrida ricaricabile (e-hybrid) da 204 CV. Da entrambe, solo conferme: il telaio è sempre una sicurezza tra le strette strade della Costiera Amalfitana dove si è svolto il test. Bene lo sterzo, sempre pronta la sua risposta, ancora una volta la piattaforma MQB colpisce nel segno dimostrandosi la migliore tra le ormai poche berline di segmento C rimaste sul mercato e dal futuro incerto.
Prematuro parlare di consumi, ma di certo questo propulsore ha già ricevuto l’omologazione Euro 7 e può seriamente essere considerato il motore più ambito, anche per il prezzo che ora si abbassa con l’A3 Design, della gamma A3. Il giorno successivo si torna alla base di partenza, la splendida Villa Campolieto di Ercolano, con la A3 allstreet. Non mi ha convinto la seduta, era la prima volta che ho avuto occasione di guidarla, perché essendo già alto ho trovato un po’ limitante la regolazione in altezza del sedile.
L’assetto alzato di tre centimetri, in compenso, la trasforma in un crossover urbano che si comporta molto bene anche in autostrada dove i fruscii sono contenuti e gli ADAS lavorano ottimamente per mantenere la vettura in corsia alla velocità pre-impostata. Proprio nel caso della plug-in, c’è la possibilità di forzare la modalità elettrica (tasto EV) o di lasciare che sia il sistema a decidere come efficientare il connubio tra termico ed elettrico.
Il motore e-hybrid, ormai un riferimento tra i plug-in, promette fino a circa 140 km di autonomia in modalità completamente elettrica, la ricarica in corrente continua fino a 50 kW. C’è solo una precisazione da fare, perché la sola Sportback può essere equipaggiata con il motore più potente ora a listino, l’e-hybrid da 272 CV. In alternativa c'è sempre il Diesel (2.0 TDI 150 CV automatico) e mi sarebbe piaciuto provare la vera e propria entry level, il 1.5 TFSI (non ibrido) abbinato al cambio manuale. Potrebbe esserci l'occasione in futuro...