Renault ha svelato in anteprima mondiale la
Renault 8
Gordini Concept, reinterpretazione moderna e 100% elettrica della celebre
vettura sportiva del 1964. Presentata il 24 settembre 2026 in occasione del
Défilé Renault, la showcar sarà esposta al pubblico durante il Salone dell’Auto
di Parigi dal 12 al 18 ottobre. Il progetto rientra nella strategia con cui la
casa francese attinge ai suoi 128 anni di storia per realizzare prototipi
unici, destinati a confluire nella collezione del futuro museo di Flins, la cui
apertura è prevista tra circa quindici mesi.
A differenza di precedenti esercizi di stile sviluppati in
collaborazione con designer esterni — come la R17 Electric Restomod o la
Renault 5 Diamant — la Renault 8 Gordini Concept è stata ideata interamente
all'interno del Centro Stile del marchio. Il concept finale nasce da un
concorso interno che ha visto il coinvolgimento dei designer aziendali con
oltre 300 bozzetti preliminari, poi sintetizzati in due modelli in scala 2/5
prima di giungere alla configurazione definitiva.
Architettura e stile: proporzioni da competizione
La Renault 8 Gordini Concept abbandona la carrozzeria a
quattro porte del modello originale a favore di una configurazione coupé a due
posti. Le dimensioni sono compatte ma improntate alla massima dinamica di
marcia:
- Lunghezza:
4,12 metri
- Larghezza:
1,88 metri
- Altezza:
1,27 metri
- Pneumatici:
Cerchi da 19 pollici all'anteriore e da 20 pollici al posteriore
L'impostazione meccanica prevede un propulsore elettrico da 270
CV posizionato sull'asse posteriore, scelta che richiama visivamente e
funzionalmente l'architettura a motore e trazione posteriore della vettura
storica.
Esteticamente, il veicolo adotta un approccio "café
racer", caratterizzato da linee pulite e dalla riduzione dei componenti
superfluo. Il cofano anteriore è un monoblocco rimovibile privo di giunzioni a
vista, mentre la linea di cintura integra direttamente la modanatura laterale e
convoglia i flussi d'aria verso le prese posteriori. La firma luminosa riprende
i tradizionali proiettori da rally tramite sei fari rotondi con tecnologia 3D
incastonati nel frontale a "V", affiancati al posteriore da gruppi
ottici a filo carrozzeria che risultano quasi invisibili quando spenti.
La livrea riprende lo storico "Blu di Francia",
rielaborato attraverso una verniciatura a tre strati con base perlata e
trasparente blu. La doppia striscia bianca, elemento distintivo delle versioni
Gordini del passato, cessa di essere una semplice decalcomania applicata e
diventa un elemento strutturale che attraversa la griglia del cofano, i fari e
si estende all'interno dell'abitacolo.
Abitacolo minimalista e tecnologia analogico-digitale
L'interno della vettura è progettato per ridurre le
distrazioni e focalizzare l'attenzione sulla guida. La plancia è costituita da
una lastra orizzontale in alluminio spazzolato che sostituisce i materiali
plastici ed è abbinata a rivestimenti in Alcantara®.
I classici indicatori circolari sono stati reinterpretati
sotto forma di schermi digitali che fluttuano sulla struttura metallica,
affiancati da un unico elemento di contrasto cromatico: il pulsante rosso del
cronometro posizionato al centro del cruscotto. I sedili sportivi, privi di
poggiatesta per richiamare la conformazione dell'epoca, sono rivestiti in
velluto a coste blu nella parte centrale e nero sulla struttura esterna. Le
cuciture dei pannelli porta riprendono graficamente il disegno dei cordoli dei
circuiti automobilistici.
Il legame con la tradizione e l'eredità di Amedeo Gordini
La vettura originale, lanciata nel 1964 con un motore da 95
CV, rappresentò un punto di svolta nel panorama automobilistico dell'epoca,
democratizzando le prestazioni sportive un decennio prima della diffusione
delle compatte ad alte prestazioni (GTI). Grazie alle caratteristiche dinamiche
dell'architettura a motore posteriore, la "Gorde" fu utilizzata come
vettura scuola da un'intera generazione di piloti, tra cui Jean Ragnotti.
Il nome rende omaggio ad Amedeo Gordini, preparatore
meccanico legato a Renault dal 1957 (a partire dalla Dauphine Gordini). Il
concept contemporaneo riprende i dettagli iconici della produzione del
"Mago", come lo stemma Gordini con striature, la losanga d'epoca e il
badge '8' suddiviso in otto segmenti, affiancando la tradizione motoristica
della marca alle nuove tecnologie di propulsione elettrica.