Nell'ambito del piano strategico di riorientamento
denominato
"Sportwagenschmiede '35",
Porsche svela in
anteprima mondiale la
Mission S, una concept car dal design
avveniristico che anticipa la futura identità stilistica della Casa di
Zuffenhausen e inaugura una direzione di prodotto del tutto inedita. Non si
tratta di una hypercar destinata a rimanere un esercizio isolato in tiratura limitata,
bensì dell'anteprima concreta di una
nuova piattaforma per supersportive a
motore centrale che andrà a collocarsi stabilmente al vertice della gamma,
in una fascia di mercato superiore rispetto all'iconica 911.
Per il debutto globale è stato scelto un luogo dal forte
valore simbolico: un molo nel quartiere newyorkese del Queens affacciato sullo
skyline di Manhattan, lo stesso scenario in cui nel 1953 vennero scattate le
prime leggendarie fotografie della Porsche 550 Spyder, capostipite delle
sportive a motore centrale del marchio e modello chiave per l'affermazione di
Porsche negli Stati Uniti. Come spiegato dal CEO Michael Leiters e dal
responsabile dello stile Tobias Sühlmann, la vettura incarna i tre pilastri della
visione futura: autenticità, coerenza e intramontabilità.
Esterni e aerodinamica: dai fari "torpedo" ai tributi per 917,
959 e GT1
La carrozzeria della Mission S reinterpreta in chiave
moderna le proporzioni scultoree dettate dall'architettura meccanica a motore
centrale, valorizzando la classica flyline del costruttore tedesco
attraverso il concetto dei "volumi fluttuanti". Una linea continua
collega visivamente la firma luminosa anteriore a quella posteriore, separando
le superfici muscolari superiori dalle funzioni tecniche inferiori votate alla
massima leggerezza. L'esterno è una raffinata antologia della storia Porsche:
- Richiami
alla 911 e ai modelli G: fari circolari incastonati in parafanghi
pronunciati dal disegno "a siluro" (torpedo) e linee di
giunzione integrate direttamente nei gruppi ottici;
- Eredità
da corsa della GT1: frontale ribassato con prese d'aria dedicate e
l'esclusivo concetto costruttivo car-in-car nella sezione
posteriore;
- Coda
ispirata alla 959: andamento fluido e continuo della linea del tetto
che si sviluppa e si raccorda direttamente sotto l'alettone attivo
integrato;
- Dettagli
funzionali da leggenda: impianto di raffreddamento provvisto di una
ventola a vista ispirata alla mitica Porsche 917 e cerchi in lega
ultraleggeri che rielaborano il celebre motivo a "disco
telefonico" introdotto dalla Porsche 928.
Abitacolo purista e "Driver Experience": la riscoperta dei
comandi analogici
Gli interni della Mission S segnano una decisa
controtendenza rispetto alla proliferazione indiscriminata di schermi touch,
proponendo un ritorno consapevole alla purezza della guida sportiva.
L'impostazione dell'abitacolo trae ispirazione diretta da capostipiti come la
356 e la 550 Spyder, con due linee tese che attraversano plancia e pannelli
porta per enfatizzare la tipica sensazione di seduta ribassata e profonda.
L'ergonomia mette il pilota al centro assoluto dell'esperienza: dietro al
volante risalta il classico quadro a cinque elementi circolari, dominato
al centro da un contagiri con lancetta analogica fisica supportata da un
display retrostante. La configurazione degli strumenti è attiva e dinamica: a
seconda del programma di marcia selezionato, i quadranti possono disporsi
affiancati o sfalsati in profondità, avvicinando visivamente il contagiri al
guidatore nelle modalità più prestazionali. A ribadire il DNA corsaiolo
contribuiscono il blocchetto per la chiave posizionato rigorosamente a sinistra
del piantone, i selettori fisici a bilanciere "push-pull" sulla
console, il pacchetto Sport Chrono reinterpretato e i sedili avvolgenti con
attacco delle cinture integrato al centro dello schienale, rifiniti nelle tinte
ufficiali Motorsport Bianco Ghiaccio, Rosso Chiaro metallizzato, Black Chrome e
Special Black.
Addio al touchscreen fisso: la svolta dello smartphone MagSafe
La scelta più dirompente operata dai progettisti riguarda
l'eliminazione radicale del display centrale dell'infotainment e dell'eventuale
schermo per il passeggero. Al loro posto, la Mission S introduce una docking
station a scomparsa dotata di aggancio magnetico compatibile con tecnologia
MagSafe: è lo smartphone personale del conducente a trasformarsi
all'occorrenza in schermo di bordo per navigazione e contenuti multimediali.
Attraverso l'applicazione dedicata My Porsche, dall'interfaccia
minimalista e intuitiva, l'utente può governare tutti i parametri del veicolo e
persino personalizzare la grafica digitale del cruscotto richiamando i layout
delle Porsche del passato. Con questo concept, Stoccarda traccia le linee guida
della sua prossima dinastia di modelli sportivi ad alte prestazioni: un
connubio tra ingegneria estrema a motore centrale, riduzione del peso e una
simbiosi uomo-macchina che rimette al centro le sensazioni meccaniche.