Il nuovo mini-SUV Dacia che punta a far crollare i prezzi del mercato

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04 maggio 2026, 10.58
Dacia-EVADER render di colore bronzo
Basato su una nota architettura francese, il prossimo veicolo del marchio rumeno promette un look da fuoristrada compatto, 260 km di autonomia e un listino che, grazie agli incentivi, potrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 10.000 euro.
Il mercato automobilistico europeo si prepara ad accogliere un nuovo, agguerrito contendente nel segmento delle vetture urbane a zero emissioni. A poco più di un anno dal primo, enigmatico bozzetto rilasciato dall'allora direttore di Dacia, Denis Le Vot, iniziano a delinearsi i dettagli definitivi della vettura destinata a sostituire l'attuale Dacia Spring.
Conosciuta internamente e dalla stampa specializzata con il nome di Dacia Evader, la nuova citycar adotterà un'estetica ispirata al mondo dei SUV, sfruttando però la collaudata piattaforma tecnologica della nuova Renault Twingo.

Una silhouette da SUV compatto

Le recenti foto spia diffuse dai colleghi britannici di Autocar confermano le indiscrezioni dei mesi scorsi. I prototipi camuffati mostrano una carrozzeria che si discosta nettamente dalle linee a monovolume della "cugina" della Losanga. La Dacia Evader sfoggerà infatti un frontale inedito, caratterizzato da un cofano piatto e orizzontale che conferisce al veicolo un aspetto più muscoloso e robusto, pur senza innalzare la reale altezza da terra.
Nonostante il muso specifico, la cellula centrale dell'abitacolo tradirà la stretta parentela con la citycar francese, condividendo le medesime vetrature. Per mitigare l'effetto "a mezza luna" dei finestrini posteriori a compasso e per accentuare l'attitudine da piccolo SUV (con un leggero richiamo alle station wagon), i designer Dacia interverranno verniciando di nero i montanti posteriori (montanti C), creando un trucco ottico che snellisce e allunga il profilo laterale.

Meccanica e ricarica: pragmatismo al potere

Assemblata in Slovenia sulle stesse linee produttive del gruppo Renault, la Evader erediterà un'architettura 100% elettrica votata all'efficienza urbana. Il powertrain sarà costituito da un motore da 82 CV, alimentato da una batteria con chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh.
Questa configurazione tecnica dovrebbe garantire un'autonomia stimata di circa 260 km nel ciclo di omologazione misto WLTP. Fedele alla filosofia dell'essenzialità, Dacia proporrà la compatibilità con la ricarica rapida in corrente continua (DC fino a 50 kW) molto probabilmente come opzione a pagamento (intorno ai 500 euro). Tale sistema permetterà di ripristinare l'energia dal 15% all'80% in appena 30 minuti.

La sfida dei prezzi

Omologata come una rigorosa quattro posti e con una lunghezza di circa 3,80 metri, la Dacia Evader potrebbe essere svelata ufficialmente entro la fine di quest'anno, per poi approdare nelle concessionarie nei primi mesi del 2027.
Il vero elemento di rottura, come da tradizione del marchio, sarà il posizionamento commerciale. Per garantire un listino inferiore rispetto alla soglia d'ingresso del modello Renault (fissata a 19.490 euro), Dacia opererà alcune rinunce strategiche. È probabile l'eliminazione dei pratici sedili posteriori indipendenti e scorrevoli, così come l'adozione di un ecosistema multimediale più essenziale rispetto al costoso Google OpenR Link integrato sulla controparte francese.
L'obiettivo della casa rumena è di proporre un prezzo di partenza vicino ai 18.000 euro. Una cifra che, tenendo conto degli attuali sistemi di ecoincentivi statali europei, permetterebbe di abbattere il costo reale d'acquisto intorno ai 12.000 euro. In alcune nazioni (come la Francia, dove si ipotizzano a breve bonus fino a 9.500 euro per i redditi più bassi), il prezzo finale della Dacia Evader potrebbe addirittura scendere sotto il muro dei 9.000 euro, ridefinendo gli standard di accessibilità per la mobilità elettrica.
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