Basato su una nota architettura francese, il prossimo
veicolo del marchio rumeno promette un look da fuoristrada compatto, 260 km di
autonomia e un listino che, grazie agli incentivi, potrebbe scendere sotto la
soglia psicologica dei 10.000 euro.
Il mercato automobilistico europeo si prepara ad accogliere
un nuovo, agguerrito contendente nel segmento delle vetture urbane a zero
emissioni. A poco più di un anno dal primo, enigmatico bozzetto rilasciato
dall'allora direttore di
Dacia, Denis Le Vot, iniziano a delinearsi i dettagli
definitivi della vettura destinata a sostituire l'attuale Dacia Spring.
Conosciuta internamente e dalla stampa specializzata con il
nome di Dacia Evader, la nuova citycar adotterà un'estetica ispirata al
mondo dei SUV, sfruttando però la collaudata piattaforma tecnologica della
nuova Renault Twingo.
Una silhouette da SUV compatto
Le recenti foto spia diffuse dai colleghi britannici di Autocar
confermano le indiscrezioni dei mesi scorsi. I prototipi camuffati mostrano una
carrozzeria che si discosta nettamente dalle linee a monovolume della
"cugina" della Losanga. La Dacia Evader sfoggerà infatti un frontale
inedito, caratterizzato da un cofano piatto e orizzontale che conferisce al
veicolo un aspetto più muscoloso e robusto, pur senza innalzare la reale
altezza da terra.
Nonostante il muso specifico, la cellula centrale
dell'abitacolo tradirà la stretta parentela con la citycar francese,
condividendo le medesime vetrature. Per mitigare l'effetto "a mezza
luna" dei finestrini posteriori a compasso e per accentuare l'attitudine
da piccolo SUV (con un leggero richiamo alle station wagon), i designer
Dacia interverranno verniciando di nero i montanti posteriori (montanti C),
creando un trucco ottico che snellisce e allunga il profilo laterale.
Meccanica e ricarica: pragmatismo al potere
Assemblata in Slovenia sulle stesse linee produttive del
gruppo Renault, la Evader erediterà un'architettura 100% elettrica votata
all'efficienza urbana. Il powertrain sarà costituito da un motore da 82 CV,
alimentato da una batteria con chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh.
Questa configurazione tecnica dovrebbe garantire
un'autonomia stimata di circa 260 km nel ciclo di omologazione misto
WLTP. Fedele alla filosofia dell'essenzialità, Dacia proporrà la compatibilità
con la ricarica rapida in corrente continua (DC fino a 50 kW) molto
probabilmente come opzione a pagamento (intorno ai 500 euro). Tale sistema
permetterà di ripristinare l'energia dal 15% all'80% in appena 30 minuti.
La sfida dei prezzi
Omologata come una rigorosa quattro posti e con una
lunghezza di circa 3,80 metri, la Dacia Evader potrebbe essere svelata
ufficialmente entro la fine di quest'anno, per poi approdare nelle
concessionarie nei primi mesi del 2027.
Il vero elemento di rottura, come da tradizione del marchio,
sarà il posizionamento commerciale. Per garantire un listino inferiore rispetto
alla soglia d'ingresso del modello Renault (fissata a 19.490 euro), Dacia
opererà alcune rinunce strategiche. È probabile l'eliminazione dei pratici
sedili posteriori indipendenti e scorrevoli, così come l'adozione di un
ecosistema multimediale più essenziale rispetto al costoso Google OpenR Link
integrato sulla controparte francese.
L'obiettivo della casa rumena è di proporre un prezzo di
partenza vicino ai 18.000 euro. Una cifra che, tenendo conto degli
attuali sistemi di ecoincentivi statali europei, permetterebbe di abbattere il
costo reale d'acquisto intorno ai 12.000 euro. In alcune nazioni (come la
Francia, dove si ipotizzano a breve bonus fino a 9.500 euro per i redditi più
bassi), il prezzo finale della Dacia Evader potrebbe addirittura scendere sotto
il muro dei 9.000 euro, ridefinendo gli standard di accessibilità per la
mobilità elettrica.