Benedetto Vigna promuove la sportiva elettrica di Elon
Musk e assegna il massimo dei voti alla sua tecnologia e alla presentazione.
Intanto, Ferrari si prepara alla sfida della Luce, la sua prima auto
completamente elettrica.
Quando è il numero uno di Ferrari a fare i complimenti a
Tesla, la notizia merita attenzione. Benedetto Vigna, amministratore delegato
della casa di Maranello, ha elogiato la nuova
Tesla Roadster, definendone il
lancio una dimostrazione di quanto ci sia ancora spazio per innovare nel mondo
dell'automobile.
Un riconoscimento arrivato durante un'intervista in
occasione di una conferenza organizzata dalla rivista Quattroruote.
Vigna ha assegnato alla presentazione della sportiva americana 10 su 10 per
la tecnologia e 10 su 10 per lo spettacolo, sottolineando come anche un
settore maturo come quello automobilistico possa ancora sorprendere.
La Tesla Roadster convince anche il numero uno di Ferrari
La nuova Roadster è stata presentata da Tesla con uno
spettacolo fuori dagli schemi, accompagnato da dimostrazioni spettacolari e
dall'annuncio di tecnologie derivate dal mondo SpaceX. Elon Musk ha indicato il
2028 come obiettivo per l'inizio della produzione, dopo anni di attese e
rinvii.
È proprio questo uno degli aspetti da tenere d'occhio: la
Roadster promette di essere una delle elettriche più ambiziose mai annunciate,
ma dovrà ancora dimostrare di poter arrivare davvero sulle strade. Gli
investitori hanno reagito in modo contrastante alla presentazione, anche perché
il debutto commerciale resta lontano.
Vigna, però, ha voluto concentrarsi soprattutto sul
messaggio trasmesso da Tesla, riconoscendo il valore di un progetto che punta a
spingere più avanti i confini della tecnologia e della comunicazione
automobilistica.
«Da europeo, vi ringrazio per averci mostrato come, anche in
un mondo vecchio, si possa ancora innovare e osare», ha dichiarato il manager.
Ferrari Luce, la sfida elettrica passa anche dal design
I complimenti a Tesla arrivano in un momento importante per
Ferrari. Il marchio italiano sta infatti preparando il debutto della Luce,
la sua prima vettura completamente elettrica, un progetto che rappresenta
una svolta significativa per un costruttore da sempre legato al motore, al
suono e alle emozioni della guida.
Per svilupparla, Ferrari ha collaborato con Jony Ive, ex
responsabile del design di Apple, e con il suo studio LoveFrom. Un
coinvolgimento esterno che, secondo Vigna, ha avuto un ruolo fondamentale nel
portare il progetto verso soluzioni che difficilmente sarebbero emerse
lavorando esclusivamente all'interno dell'azienda.
«Se avessimo lavorato da soli, non avremmo fatto quello che
abbiamo fatto», ha spiegato l'amministratore delegato, sottolineando quanto il
confronto con professionisti provenienti da altri settori possa aiutare a
mettere in discussione le idee consolidate.
La Luce non è quindi soltanto una nuova motorizzazione per
Ferrari, ma anche un banco di prova per capire come reinterpretare l'identità
del marchio in un'epoca in cui l'elettrificazione sta cambiando il modo di
progettare le automobili.
Due filosofie diverse, ma la stessa voglia di stupire
Tesla e Ferrari arrivano da mondi differenti. Da una parte
c'è il costruttore americano, che ha costruito buona parte della propria
identità sull'elettrificazione e sulle tecnologie digitali; dall'altra c'è un
marchio italiano che deve confrontarsi con una tradizione sportiva fortissima,
cercando allo stesso tempo nuove strade per il futuro.
Il riconoscimento di Vigna non significa che Ferrari voglia
seguire il modello Tesla in tutto e per tutto. Piuttosto, mette in evidenza un
concetto importante: per innovare non basta difendere ciò che ha sempre
funzionato, bisogna anche avere il coraggio di sperimentare.
La nuova Roadster dovrà ancora passare dalla presentazione
alla produzione, mentre la Luce dovrà convincere clienti e appassionati che una
Ferrari elettrica possa mantenere il carattere del marchio anche senza un
tradizionale motore a combustione.
La vera sfida, quindi, non riguarda soltanto chi avrà più
potenza o accelererà più velocemente. Riguarda anche la capacità di due
costruttori molto diversi di dimostrare che l'automobile sportiva può
continuare a evolversi senza perdere il proprio fascino.