Elkann difende la Ferrari Luce dalle critiche e svela lo zampino di Bezos

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Ferrari Luce 2026 Tailor Made2
Le accese discussioni seguite alla presentazione della Luce, la prima vettura interamente elettrica targata Ferrari, non hanno scalfito le certezze di Maranello, trasformandosi al contrario in un elemento di consolidamento per l'intero progetto. È quanto emerso dall'intervento del presidente John Elkann all'evento Wave, tenutosi alle OGR di Torino, in cui ha condiviso il palco con Jony Ive, ex chief design officer di Apple e firma, con il suo studio LoveFrom e il Centro Stile Ferrari, delle linee della nuova supercar.

La genesi del progetto e il consiglio di Jeff Bezos

Il percorso che ha portato alla nascita della Luce affonda le sue radici un decennio fa. Elkann ha rivelato che la spinta iniziale risale al luglio del 2016, a seguito di un confronto sui temi dell'innovazione globale con il fondatore di Amazon, Jeff Bezos. Quest'ultimo, pur ammettendo la propria scarsa competenza in ambito automobilistico, suggerì ai vertici del Cavallino di valutare seriamente lo sviluppo di un modello a zero emissioni. L'idea ha poi preso concretamente forma durante la pandemia, periodo in cui Elkann ha avviato la collaborazione con Jony Ive per ripensare l'approccio tecnologico e stilistico di Maranello. L'obiettivo non era la mera realizzazione di un'auto a batteria, ma l'impiego delle nuove propulsioni per proiettare la tradizione del marchio nel futuro.

Il problema comunicativo e la resa delle immagini

Riconoscendo l'impatto polarizzante della vettura (che ha comunque generato un'esposizione globale stimata in 1,3 miliardi di contatti), Elkann ha ammesso che l'intenzione dell'azienda non era quella di creare un prodotto controverso. L'analisi post-lancio condotta dai vertici ha individuato il principale ostacolo nella resa fotografica dell'auto: contrariamente a quanto accade di consueto nel settore, le immagini ufficiali non sono riuscite a trasmettere la reale presenza fisica e le proporzioni della Luce. Un riscontro diretto è giunto dal mercato giapponese – storicamente uno dei più selettivi ed esigenti per Ferrari – dove l'accoglienza "dal vivo" da parte di pubblico e clientela si è rivelata estremamente positiva e in controtendenza rispetto alle reazioni digitali.

Identità storica e innovazione secondo Jony Ive

Sotto il profilo stilistico e concettuale, i vertici ribadiscono la totale aderenza della Luce al DNA aziendale, citando dettagli specifici come la reinterpretazione del volante, direttamente ispirata ai primi modelli storici. Una continuità confermata dallo stesso Jony Ive, il quale ha precisato che la stretta collaborazione quinquennale tra LoveFrom e Ferrari è stata preceduta da un intero anno di ricerca negli archivi, ancor prima di tracciare i primi bozzetti. Il designer britannico ha inoltre respinto la tendenza a etichettare le critiche come semplice resistenza al cambiamento: l'innovazione fine a se stessa non è una scusante, poiché la vera sfida del design industriale non è la sterile ricerca del "nuovo", ma l'effettivo miglioramento dell'esperienza complessiva.
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