Le accese discussioni seguite alla presentazione della Luce,
la prima vettura interamente elettrica targata Ferrari, non hanno scalfito le
certezze di Maranello, trasformandosi al contrario in un elemento di
consolidamento per l'intero progetto. È quanto emerso dall'intervento del
presidente John Elkann all'evento Wave, tenutosi alle OGR di Torino, in cui ha
condiviso il palco con Jony Ive, ex chief design officer di Apple e firma, con
il suo studio LoveFrom e il Centro Stile Ferrari, delle linee della nuova
supercar.
La genesi del progetto e il consiglio di Jeff Bezos
Il percorso che ha portato alla nascita della Luce affonda
le sue radici un decennio fa. Elkann ha rivelato che la spinta iniziale risale
al luglio del 2016, a seguito di un confronto sui temi dell'innovazione globale
con il fondatore di Amazon, Jeff Bezos. Quest'ultimo, pur ammettendo la propria
scarsa competenza in ambito automobilistico, suggerì ai vertici del Cavallino
di valutare seriamente lo sviluppo di un modello a zero emissioni. L'idea ha
poi preso concretamente forma durante la pandemia, periodo in cui Elkann ha
avviato la collaborazione con Jony Ive per ripensare l'approccio tecnologico e
stilistico di Maranello. L'obiettivo non era la mera realizzazione di un'auto a
batteria, ma l'impiego delle nuove propulsioni per proiettare la tradizione del
marchio nel futuro.
Il problema comunicativo e la resa delle immagini
Riconoscendo l'impatto polarizzante della vettura (che ha
comunque generato un'esposizione globale stimata in 1,3 miliardi di contatti),
Elkann ha ammesso che l'intenzione dell'azienda non era quella di creare un
prodotto controverso. L'analisi post-lancio condotta dai vertici ha individuato
il principale ostacolo nella resa fotografica dell'auto: contrariamente a
quanto accade di consueto nel settore, le immagini ufficiali non sono riuscite
a trasmettere la reale presenza fisica e le proporzioni della Luce. Un
riscontro diretto è giunto dal mercato giapponese – storicamente uno dei più
selettivi ed esigenti per Ferrari – dove l'accoglienza "dal vivo" da
parte di pubblico e clientela si è rivelata estremamente positiva e in
controtendenza rispetto alle reazioni digitali.
Identità storica e innovazione secondo Jony Ive
Sotto il profilo stilistico e concettuale, i vertici
ribadiscono la totale aderenza della Luce al DNA aziendale, citando dettagli
specifici come la reinterpretazione del volante, direttamente ispirata ai primi
modelli storici. Una continuità confermata dallo stesso Jony Ive, il quale ha
precisato che la stretta collaborazione quinquennale tra LoveFrom e Ferrari è
stata preceduta da un intero anno di ricerca negli archivi, ancor prima di
tracciare i primi bozzetti. Il designer britannico ha inoltre respinto la
tendenza a etichettare le critiche come semplice resistenza al cambiamento:
l'innovazione fine a se stessa non è una scusante, poiché la vera sfida del
design industriale non è la sterile ricerca del "nuovo", ma
l'effettivo miglioramento dell'esperienza complessiva.