È la fine del Diesel in Italia? A settembre crolla sotto il 5% del mercato: ecco i numeri storici

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C'era un tempo in cui il mercato automobilistico italiano era dominato incontrastato dalle motorizzazioni a gasolio. Oggi quel panorama appartiene definitivamente agli archivi storici e i dati più recenti sulle immatricolazioni fotografano una metamorfosi epocale. Nonostante il comparto nel suo complesso mostri segnali di vitalità — a settembre le nuove registrazioni hanno raggiunto quota 139.356 unità, segnando un incremento rispetto alle 126.781 dello stesso mese del 2025 —, il Diesel continua a registrare un arretramento verticale. Nel mese appena trascorso, le vetture alimentate a gasolio hanno conquistato una quota di mercato marginale, fermandosi ad appena il 4,9% del totale (pari a circa 6.900 immatricolazioni complessive) e lasciando sul terreno ben quattro punti percentuali rispetto a settembre 2025.

Il trionfo dell'ibrido e l'abbandono delle utilitarie da parte dei costruttori

La parabola discendente del Diesel coincide con l'affermazione schiacciante delle soluzioni elettrificate non ricaricabili, che nel loro complesso hanno superato la metà esatta delle preferenze degli automobilisti italiani. La fotografia delle alimentazioni a settembre evidenzia gli equilibri della nuova era:
  • Ibride non ricaricabili al 50,7%: oltre una nuova auto su due venduta in Italia appartiene a questa famiglia; nello specifico, le mild hybrid coprono il 32,2% del mercato, mentre le full hybrid si attestano al 18,5%;
  • Cancellazione dai segmenti d'accesso: il gasolio è ormai quasi del tutto scomparso dai listini delle citycar e delle compatte di segmento B e B-SUV, proprio le categorie che ne avevano decretato il successo per decenni;
  • I marchi nazionali voltano pagina: tra i costruttori italiani resiste oggi a listino un unico modello ancora equipaggiato con motore Diesel, a testimonianza di una riconversione industriale orientata su ibrido ed elettrico puro.

Il paradosso italiano: vendite al lumicino, ma il parco circolante resta a gasolio

Il crollo delle immatricolazioni non coincide tuttavia con la sparizione immediata del gasolio dalla mobilità reale. L'Italia possiede infatti uno dei parchi auto circolanti più anziani dell'intera Unione Europea: milioni di veicoli Diesel immatricolati nel decennio scorso continuano a macinare chilometri sulle nostre strade, creando una netta discrepanza tra la flotta circolante e i volumi del nuovo. Nelle preferenze di acquisto attuali, i vertici della classifica premiano modelli a benzina e ibridi:
  • FIAT Panda: regina assoluta delle vendite con 10.378 immatricolazioni a settembre;
  • Jeep Avenger: seconda posizione sul podio a quota 4.092 unità;
  • Peugeot 3008: sul terzo gradino con 3.780 esemplari targati;
  • Inseguitori: ottime performance per Dacia Sandero e Toyota Yaris Cross, stabilmente tra le prime posizioni.

Emissioni medie in calo: la rotta verso la sostenibilità è irreversibile

Il progressivo accantonamento del gasolio a vantaggio di powertrain ibridi ed elettrici genera effetti tangibili anche sull'impronta ambientale delle nuove immatricolazioni. A settembre le emissioni medie ponderate di CO₂ sono scese a 106 grammi per chilometro, registrando una flessione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Se si estende l'analisi al cumulato dei primi nove mesi dell'anno, la media si attesta a 107,2 g/km, con una contrazione del 5,8% su base annua. Sebbene definire il Diesel del tutto estinto sia prematuro — rimanendo relegato a SUV di grandi dimensioni o veicoli per lunghe percorrenze aziendali —, la sua marginalizzazione nei volumi di vendita appare ormai come una tendenza strutturale e non più invertibile.
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