Quando si parla di autovelox, il pensiero corre subito ai
limiti di velocità e alle multe per chi preme troppo sull'acceleratore. Ma la
tecnologia dei controlli stradali sta andando oltre, con dispositivi progettati
per individuare comportamenti pericolosi che un normale autovelox non è in
grado di rilevare.
Tra questi c'è il cosiddetto sorpassometro, un
sistema che punta a individuare chi effettua sorpassi vietati, per esempio
invadendo la corsia opposta in presenza della linea continua. Una tecnologia
che sta attirando l'attenzione in Europa e che, a differenza di quanto si
potrebbe pensare, è già comparsa anche in Italia.
Dalla Spagna all'Italia: come funziona il sorpassometro
In Spagna il dispositivo si chiama SV3 ed è
progettato per rilevare i sorpassi vietati nei tratti stradali considerati più
pericolosi. Il suo funzionamento si basa su sensori installati nell'asfalto,
anche se il sistema può essere configurato per operare senza sensori stradali.
Quando il veicolo attraversa la linea continua, il
dispositivo attiva una telecamera che registra circa 15 secondi di filmato.
Grazie all'intelligenza artificiale, il sistema può individuare la posizione
del mezzo, riconoscere il veicolo e leggere la targa.
L'obiettivo è documentare non soltanto il passaggio sulla
linea, ma anche il contesto in cui avviene la manovra. Un aspetto
fondamentale quando si tratta di distinguere un'infrazione da una situazione
che richiede ulteriori verifiche.
In Italia esiste già: il caso della Calabria
Il sorpassometro non è completamente estraneo alle strade
italiane. Nel Comune calabrese di Acquappesa, infatti, un sistema di
questo tipo è presente dalla metà del 2025.
Il dispositivo è stato pensato per contrastare chi invade la
corsia opposta per effettuare un sorpasso non consentito, ignorando la linea
continua. Una manovra che può trasformarsi in un rischio concreto soprattutto
sulle strade a doppio senso, dove un veicolo proveniente dalla direzione
opposta potrebbe trovarsi improvvisamente davanti a un'auto in fase di
sorpasso.
La diffusione di questi sistemi potrebbe quindi
rappresentare un ulteriore strumento per contrastare le condotte più
pericolose. Resta però da capire se e quanto verranno adottati su scala più
ampia.
Perché una foto potrebbe non bastare
La differenza rispetto a un normale autovelox sta
soprattutto nel modo in cui viene documentata l'infrazione. Una fotografia può
dimostrare la posizione di un veicolo in un determinato istante, ma potrebbe
non essere sufficiente a ricostruire tutte le circostanze di un sorpasso.
Il filmato permette invece di osservare la manovra nel
suo svolgimento, fornendo più elementi per valutare ciò che è accaduto
prima e dopo l'attraversamento della linea continua.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della
tecnologia: l'intelligenza artificiale aiuta a individuare i possibili
trasgressori, mentre le immagini possono contribuire alla verifica
dell'episodio e alla documentazione dell'eventuale violazione.
Naturalmente, il funzionamento tecnico del dispositivo non
significa che ogni rilevazione produca automaticamente una multa valida: l'accertamento
deve rispettare le regole applicabili e le procedure previste.
Il futuro dei controlli stradali?
Gli autovelox tradizionali continueranno a occuparsi della
velocità, ma dispositivi come il sorpassometro mostrano come i controlli
possano diventare sempre più specializzati. Non si tratta più soltanto di
misurare quanto velocemente viaggia un veicolo, ma anche di individuare
manovre che possono mettere in pericolo gli altri utenti della strada.
La domanda, quindi, è inevitabile: vedremo questi sistemi
sempre più spesso sulle strade europee e italiane?
Per ora non è possibile dare per certa una diffusione
generalizzata. Il caso spagnolo e quello di Acquappesa dimostrano però che la
tecnologia esiste già e che il suo impiego è una possibilità concreta nel
contrasto ai sorpassi vietati.
Per gli automobilisti il messaggio resta semplice: la
linea continua non è un dettaglio da ignorare e un sorpasso azzardato può
avere conseguenze ben più serie di una sanzione.