Una canna la sera prima, una telefonata al volante o un
bicchiere di troppo: sono situazioni molto diverse, ma tutte al centro della
nuova revisione del Codice della Strada. La bozza approvata in via
preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 introduce modifiche
alle regole sui controlli e sulle sanzioni, con particolare attenzione alla
guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti.
Tra i punti più discussi c'è proprio la distinzione tra la
presenza di tracce di una sostanza nell'organismo e quella di principi attivi
ancora in grado di produrre effetti. Ma le novità riguardano anche
l'utilizzo dello smartphone, la guida in stato di ebbrezza e l'obbligo di
installare l'alcolock in determinate situazioni.
Attenzione, però: si tratta ancora di una bozza,
sottoposta all'esame delle commissioni parlamentari. Le disposizioni potrebbero
quindi cambiare prima dell'approvazione definitiva.
Smartphone alla guida, multe fino a 1.000 euro
L'utilizzo del telefono mentre si guida rimane uno dei
comportamenti maggiormente contrastati dal legislatore. Il nuovo testo
ribadisce il divieto di utilizzare o consultare smartphone, tablet, computer
portatili e notebook durante la marcia, così come quello di impiegare
dispositivi che costringano il conducente a togliere le mani dal volante.
Restano consentiti i sistemi vivavoce e gli auricolari,
purché il loro utilizzo non richieda l'impiego delle mani e non comprometta la
capacità uditiva necessaria alla guida.
La bozza conferma multe da 250 a 1.000 euro, cinque punti
in meno sulla patente e un divieto di guida di 15 giorni. Per chi commette
nuovamente la violazione entro due anni, la disciplina attualmente vigente
prevede sanzioni più pesanti, con multe fino a 1.400 euro e sospensione della
patente da uno a tre mesi.
Non è tutto. Il testo interviene anche sulla possibilità di
modificare i sistemi di intrattenimento delle automobili per consentire la
riproduzione di video durante la guida. Chi altera questi dispositivi per
aggirare i blocchi previsti dal costruttore rischia una sanzione da 80 a 320
euro.
Alcol alla guida, cosa cambia con le nuove regole
Sul fronte dell'alcol, la nuova bozza mantiene il sistema
basato sul tasso alcolemico, con il limite ordinario fissato a 0,5 grammi
per litro di sangue. Le conseguenze cambiano in base alla quantità di alcol
rilevata e alla categoria del conducente.
Per un tasso superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 g/l, il
testo prevede una multa da 500 a 2.000 euro e un divieto di guida di 90
giorni. La disciplina attuale prevede invece una sanzione da 543 a 2.170 euro e
la sospensione della patente da tre a sei mesi.
Per valori più elevati, le conseguenze diventano decisamente
più severe:
- Oltre
0,8 e fino a 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei
mesi e divieto di guida da sei mesi a un anno.
- Oltre
1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno
e divieto di guida da uno a due anni, oltre alla confisca del veicolo nei
casi previsti.
Rimane inoltre in vigore il principio dell'alcol zero per
i conducenti sotto i 21 anni, per i neopatentati nei primi tre anni dal
conseguimento della patente B e per determinate categorie professionali.
Per queste categorie, anche quantità di alcol inferiori alla
soglia ordinaria possono comportare sanzioni. Un aspetto particolarmente
importante per chi ha appena preso la patente e deve ancora completare il
periodo previsto dalla normativa.
Alcolock obbligatorio: fino a tre anni di limitazioni
Tra le misure dedicate alla guida in stato di ebbrezza c'è
l'alcolock, un dispositivo che impedisce l'avviamento del motore se il
conducente non supera un test dell'alito con risultato pari a zero.
La nuova bozza riprende le disposizioni già introdotte dalla
riforma del 2024. Per i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza
con un tasso superiore a 0,8 g/l, sono previsti specifici codici sulla patente
che impongono di non assumere alcol prima di guidare e di utilizzare
esclusivamente veicoli dotati di alcolock.
La durata prevista è di due anni per chi supera 0,8 g/l e
di tre anni per chi supera 1,5 g/l, a decorrere dalla restituzione della
patente dopo la condanna.
La misura può scattare anche in seguito a una prima
condanna, senza che sia necessariamente richiesta una recidiva. Sono inoltre
previste sanzioni per chi viola le limitazioni o manomette il dispositivo.
Cannabis e patente, la svolta sulla «canna» della sera prima
È probabilmente il punto più delicato della revisione. Con
la riforma del 2024, il Codice della Strada aveva modificato le disposizioni
sulla guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti, dando origine a un
dibattito sulla possibilità di sanzionare un conducente anche quando gli
effetti della sostanza erano ormai svaniti.
La questione è stata affrontata dalla Corte
costituzionale con la sentenza n. 10 del 29 gennaio 2026, che ha chiarito i
presupposti necessari per configurare il reato. Non è indispensabile dimostrare
un'effettiva alterazione psicofisica del singolo conducente, ma occorre
accertare, in un momento vicino alla guida, la presenza di sostanze in quantità
e condizioni generalmente idonee a compromettere le capacità necessarie per
guidare in sicurezza.
La nuova bozza interviene proprio su questo aspetto,
distinguendo tra principi attivi e metaboliti ancora attivi e sostanze
inattive che possono restare rilevabili nell'organismo anche dopo la fine degli
effetti.
Il caso della cannabis aiuta a capire la differenza. Il THC
è il principale responsabile degli effetti psicoattivi, mentre l'11-OH-THC è un
metabolita ancora attivo. Il THC-COOH, invece, è un metabolita inattivo che può
rimanere rilevabile anche per giorni dopo il consumo.
La distinzione è importante perché la semplice presenza
di metaboliti inattivi non sarebbe sufficiente, da sola, a configurare il reato
secondo la formulazione proposta.
Questo, però, non significa che fumare cannabis la sera
prima garantisca di poter guidare senza conseguenze il giorno successivo. La
presenza di principi attivi e le circostanze degli accertamenti restano
determinanti. In ogni caso, la scelta più sicura è non mettersi al volante
quando possono persistere effetti o dubbi sulle proprie capacità di guida.
Le sanzioni previste per il reato rimangono particolarmente
severe: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno e
divieto di guida da uno a due anni, oltre alle ulteriori conseguenze
previste dalla legge.
Test antidroga positivo, cosa succede durante un controllo
La bozza disciplina anche le procedure che le forze
dell'ordine possono seguire quando sospettano che un conducente abbia assunto
sostanze stupefacenti.
Dopo gli accertamenti preliminari, un risultato positivo o
un ragionevole sospetto di assunzione recente può portare a ulteriori analisi
tossicologiche.
Se il test preliminare risulta positivo ma gli esiti di
laboratorio non sono immediatamente disponibili, gli agenti potranno imporre un
divieto temporaneo di guida fino alla conclusione degli accertamenti, per un
massimo di dieci giorni.
Se non è disponibile un'altra persona idonea a condurre il
veicolo, questo potrà essere spostato in un luogo indicato dall'interessato
oppure in un'autorimessa, con spese a carico del conducente.
È importante sottolineare che un test preliminare
positivo non equivale automaticamente all'accertamento del reato: devono
essere rispettati i requisiti probatori e i criteri stabiliti dalla Corte
costituzionale.
Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Strada?
Nonostante le novità annunciate, bisognerà attendere ancora
prima di conoscere il testo definitivo. La bozza è stata approvata in via
preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 ed è attualmente
all'esame delle commissioni parlamentari.
Il calendario indicato nel testo prevede il 1° aprile
2027 come data di entrata in vigore formale, mentre l'efficacia delle
disposizioni sarebbe fissata al 1° gennaio 2028, nel rispetto delle
condizioni previste per il regolamento attuativo. La bozza contempla inoltre la
possibilità di uno slittamento al 1° aprile 2028 in determinate circostanze.
Si tratta, tuttavia, di date ancora suscettibili di
modifiche durante l'iter legislativo.
Fino all'entrata in vigore delle nuove disposizioni,
continueranno ad applicarsi le norme attuali. La revisione punta quindi a
riordinare un quadro normativo già modificato negli ultimi anni, intervenendo
su controlli, sanzioni e limitazioni alla guida.
Per gli automobilisti, il messaggio resta chiaro: smartphone,
alcol e sostanze stupefacenti continuano a essere temi centrali per la
sicurezza stradale. Le nuove regole potrebbero cambiare il modo in cui
vengono valutate alcune violazioni, ma per ora è necessario attendere il testo
definitivo prima di considerarle operative.