F1, il limite di velocità che ha bloccato Hamilton in Messico: come funziona il taglio di potenza
Motorsport
Lewis Hamilton ha duramente criticato il calo di potenza
imposto dal regolamento sui lunghi rettilinei del Messico, un limite tecnico
che penalizza i sorpassi.
Lewis Hamilton ha sollevato pesanti critiche al
termine del Gran Premio del Messico, puntando il dito contro un limite
regolamentare che taglia l'erogazione di potenza elettrica ad alte velocità. Il
pilota della Mercedes ha definito gli attuali propulsori come "la
peggiore configurazione mai vista in F1", riaccendendo il dibattito
sulla complessa gestione delle Power Unit in questa controversa stagione 2026.
Il taglio di energia oltre i 290 km/h
L'anomalia lamentata dal campione britannico deriva
dall'applicazione dell'articolo C5.2.8 del regolamento tecnico, che impone una
progressiva riduzione dell'energia fornita dalla batteria al crescere della
velocità. Per le monoposto che non beneficiano della modalità di sorpasso,
l'erogazione inizia a calare superati i 290 km/h, passando dai 350 kW massimi
fino ad azzerarsi del tutto al raggiungimento dei 345 km/h.
La situazione varia leggermente per chi insegue a meno di un
secondo di distacco e può attivare l'Overtake Mode, che garantisce 0,5 MJ
aggiuntivi. In questo scenario, la piena potenza di 350 kW si riduce
gradualmente a partire dai 337,5 km/h per esaurirsi ai 355 km/h. In Messico,
questa dinamica ha di fatto vanificato il boost elettrico, unita a un effetto
scia già indebolito dall'aria rarefatta e all'assenza del DRS.
Perché l'Autodromo Hermanos Rodriguez ha evidenziato il problema
Finora questo limite era passato quasi inosservato nel corso
del campionato, poiché sui tracciati tradizionali l'energia tende a esaurirsi
molto prima di raggiungere tali picchi velocistici. Tuttavia, le peculiari
caratteristiche del circuito messicano hanno permesso ai piloti di immettersi
sul lunghissimo rettilineo principale con le batterie a pieno carico,
raggiungendo le soglie di taglio a metà del rettifilo.
L'analisi dei dati telemetrici delle vetture di Max
Verstappen e dello stesso Lewis Hamilton conferma questa tendenza. A
500 metri dal traguardo, l'olandese procedeva a 338 km/h, mentre l'inglese, pur
in scia e in fase di attacco, toccava i 349 km/h entrando già nella fase di
perdita di potenza. Dopo ulteriori 400 metri con il pedale a fondo, il divario
di velocità si è ulteriormente assottigliato, con Verstappen a 342 km/h e
Hamilton a 350 km/h, impedendo di fatto la manovra.
Le conseguenze sui sorpassi e le prospettive future
Questo azzeramento del differenziale di velocità ha reso i
sorpassi estremamente complessi, spingendo Hamilton a bollare come "stupida"
l'imposizione di questa specifica direttiva. Il limite progettuale ha
contribuito a rendere la dinamica di gara meno spettacolare del previsto,
neutralizzando il vantaggio di chi tentava l'attacco sul rettilineo più
favorevole del tracciato.
La problematica legata a questa gestione dell'energia è
destinata a risolversi nel prossimo futuro. Con l'introduzione dei nuovi
regolamenti sui motori previsti per la stagione 2027, questa specifica
limitazione legata alla velocità di punta verrà definitivamente eliminata,
restituendo maggiore libertà ai piloti nelle fasi di duello aerodinamico e
motoristico.











