L'introduzione delle targhe personalizzate in Italia,
misura inserita nel quadro del nuovo Codice della Strada, rischia di portare
agli automobilisti più svantaggi che effettivi benefici. A lanciare l'allarme è
Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che
attraverso le parole del presidente Davide Galli mette in guardia contro
il rapporto costi-benefici del provvedimento.
Rispetto ai prezzi attuali per il rilascio di una targa
standard — pari a 41,78 euro per un'autovettura e 22,26 euro per
una moto —, la spesa schizzerà a 600 euro per le auto (con un rincaro
del 1.336%) e a 360 euro per le due ruote (+1.517%). A
fronte di questo esborso considerevole, la libertà di personalizzazione rimarrà
fortemente limitata: stile del font, dimensioni, colore e posizionamento
resteranno identici a quelli vigenti, senza la possibilità di utilizzare
caratteri speciali o scegliere tutte le combinazioni alfanumeriche desiderate.
I rischi per la privacy, i furti e il pericolo di atti vandalici
Oltre al pesante impatto economico immediato,
Federcarrozzieri evidenzia una serie di criticità legate alla sicurezza e alla
riservatezza dei cittadini. L'adozione di una sigla identificativa unica e
facilmente memorizzabile comporta infatti una riconoscibilità immediata del
veicolo nel traffico o nei parcheggi. Questo dettaglio sul fronte della privacy
permette a terzi — come conoscenti, colleghi o malintenzionati — di sapere in
ogni momento dove si trova il proprietario della vettura. Inoltre, la
particolare visibilità di una targa su misura rischia di attirare maggiormente
l'attenzione di ladri e malintenzionati, incrementando il pericolo di furto del
mezzo o trasformando l'auto in un bersaglio privilegiato per atti di
vandalismo.
Targa legata al veicolo e non alla persona: svalutato il mercato dell'usato
L'aspetto ritenuto più penalizzante riguarda la gestione
amministrativa e la futura rivendita dell'automobile. In Italia la targa
personalizzata rimane vincolata alla vettura e non al proprietario: un
dettaglio stilistico scelto dal primo acquirente rischia così di non incontrare
i gusti dei successivi compratori. Questa rigidità potrebbe rendere
notevolmente più difficoltosa la compravendita del mezzo di seconda mano,
provocando una netta riduzione del valore di mercato dell'usato.