Solo 2,44 euro in meno a pieno sul Diesel e benzina al palo: scoppia la bufera sul nuovo decreto

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Nell'immagine si vede una persona che è impegnata a fare rifornimento ad un auto
Il nuovo decreto interministeriale che riduce le imposte sul Diesel provoca una dura reazione da parte delle associazioni a tutela dei cittadini. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), ha definito il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale «ridicolo e una vera e propria presa in giro». La misura prevede un calo delle accise di appena 4 centesimi al litro che, considerando l'Iva al 22%, si traduce in un risparmio effettivo di 4,88 centesimi.
A scatenare la protesta è anche la temporaneità dell'intervento, la cui efficacia si estenderà soltanto fino al prossimo 7 novembre. Secondo l'UNC, l'esecutivo tratterrebbe per sé la gran parte dell'extragettito Iva maturato con i rincari dei carburanti — stimato dalla premier Meloni a 160 milioni di euro lo scorso 7 ottobre —, destinandone appena 38,7 milioni alla copertura dello sconto. Una cifra ritenuta irrisoria, a cui si aggiunge la mancata redistribuzione dei 450 milioni di dividendi ENI legati ai profitti sul caro bollette e sui carburanti.

Codacons boccia il provvedimento: "Risparmio di 2,44 euro a pieno, è un'elemosina tardiva"

Sulla stessa linea critica si attesta la posizione del Codacons, che ha quantificato l'impatto reale del decreto sui portafogli degli automobilisti: per un pieno di Diesel il risparmio complessivo sarà pari a soli 2,44 euro. L'associazione mette in evidenza il ritardo temporale dell'intervento, atteso già dal 6 ottobre con la scadenza del precedente sconto fiscale, a fronte di listini alla pompa rimasti su livelli elevatissimi. Definita come un'elemosina incapace di risolvere l'emergenza caro-carburanti, la misura viene contestata anche per l'esclusione totale della benzina, i cui prezzi al dettaglio continuano a stazionare abbondantemente al di sopra della soglia psicologica dei 2 euro al litro.

Impatto sull'inflazione e la richiesta di interventi strutturali sui carburanti

L'insufficienza dei tagli statali finisce per scaricare l'intero peso dei rincari sui consumatori finali e sulle imprese di trasporto. Il Codacons sottolinea come gli automobilisti non possano fare affidamento esclusivo sulle promozioni temporanee e sui "price cap" avviati autonomamente dalle compagnie petrolifere. L'elevato costo dei rifornimenti continua infatti a generare effetti a cascata sui prezzi dei beni di prima necessità, alimentando la spinta inflazionistica e danneggiando doppiamente i bilanci familiari. Da qui la richiesta congiunta di superare gli interventi tampone a termine in favore di una riforma strutturale delle imposte energetiche.
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