Nuova Tesla Roadster: un brevetto anticipa il design e l'aerodinamica attiva

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di Simone Bocca
tesla roadster preview
Nove anni. Tanti ne sono passati dall'annuncio della Tesla Roadster di seconda generazione, avvenuto nel novembre 2017 con quella presentazione a sorpresa sul palco del Semi. Da allora, rinvii, promesse, teaser sporadici e un silenzio che aveva iniziato a far dubitare molti che la vettura esistesse davvero. Giovedì 15 ottobre 2026 a Waco, Texas, Tesla svelerà finalmente la Roadster definitiva a un pubblico selezionato di invitati.
E nelle ultime ore, mentre l'attesa raggiunge il suo apice, è emerso un documento che anticipa qualcosa di molto interessante.

Il brevetto che racconta tutto (quasi)

Un brevetto depositato negli Stati Uniti, pur non citando esplicitamente la Roadster, mostra una vettura con forme inequivocabilmente riconducibili alla supercar elettrica: parafanghi molto scolpiti, minigonne pronunciate, un grande diffusore posteriore e sottili gruppi ottici a tutta larghezza. Il linguaggio stilistico è più teso e geometrico rispetto al concept del 2017, in linea con l'evoluzione estetica recente del marchio.
nell'immagine si vede l'immagine del brevetto per l'ala areodinamica
Ma il dettaglio tecnico più rilevante riguarda l'ala posteriore attiva. Il sistema descritto nel brevetto è tutt'altro che banale: l'elemento mobile può allargarsi e inclinarsi per generare fino a 700 kg di carico aerodinamico, oppure ridurre la resistenza all'avanzamento in una modalità assimilabile al DRS della Formula 1. Il sistema prevede anche dispositivi di sicurezza che richiudono automaticamente l'ala in caso di impatto imminente rilevato dai sensori. Su una vettura che punta a superare i 400 km/h, non è un dettaglio marginale.

I numeri del 2017, ancora tutti da verificare

Tesla non ha ancora comunicato le specifiche tecniche definitive della Roadster 2026. Quelli che circolano sono i dati annunciati quasi un decennio fa con la concept originale: 0-100 km/h in 1,9 secondi, velocità massima superiore a 400 km/h e un'autonomia dichiarata di circa 1.000 km. Numeri da hypercar assoluta, che all'epoca avevano fatto scalpore e che ora dovranno essere confermati sulla vettura di serie. Il divario tra la promessa del 2017 e la realtà del 2026 è uno degli elementi più attesi della presentazione.

SpaceX a bordo? Forse, ma non è confermato

L'appuntamento di Waco ha alimentato un'altra speculazione: la presenza della tecnologia SpaceX. Elon Musk aveva parlato in passato di propulsori a gas freddo integrati nella carrozzeria, capaci di migliorare ulteriormente l'accelerazione e di consentire persino decolli da fermo con effetto di schiacciamento verso il suolo. Un'idea spettacolare, che però resta per ora nel territorio delle ipotesi. Tesla stessa non ha confermato questa configurazione per la produzione di serie, e la scelta della location texana, vicina alle strutture SpaceX di Boca Chica, potrebbe essere più simbolica che tecnica.
Tesla ha anche avvertito gli invitati che l'evento, previsto all'aperto, potrebbe essere riprogrammato in caso di condizioni meteorologiche avverse.

La domanda vera

Al di là dei numeri e delle tecnologie, la presentazione di domani dovrà rispondere a una domanda che il mercato si pone da anni: quando si potrà davvero comprare una Tesla Roadster? Prezzo, data di inizio produzione e configurazioni disponibili sono ancora tutti da definire ufficialmente. Per una vettura annunciata nel 2017, con i primi acquirenti che hanno versato depositi caparra anni fa, la risposta non può più aspettare.
Domani, a Waco, si scopre se l'attesa è valsa la pena.
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