Il rilancio del marchio
Lancia e la strategia industriale
del gruppo Stellantis in Italia si incrociano a Roma, nelle sale del Ministero
delle Imprese e del Made in Italy. È in questa cornice istituzionale che ieri è
stata presentata ufficialmente la nuova Lancia Gamma, alla presenza del
ministro Adolfo Urso, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e dei
vertici aziendali, rappresentati dal COO Enlarged Europe di Stellantis Emanuele
Cappellano e dalla Managing Director di Stellantis Italia Antonella Bruno.
L'evento ha rappresentato non solo il battesimo di un
modello cruciale per il 120° anniversario del marchio torinese, ma anche un
momento di confronto sul futuro dell'automotive europeo e sulle condizioni
necessarie per tutelare la competitività del settore nel Vecchio Continente.
Un progetto radicato nel territorio italiano
La genesi della nuova Lancia Gamma attraversa
trasversalmente la Penisola, configurandosi come un progetto interamente
tricolore. Il design della vettura è stato concepito a Torino, all'interno del
Centro Stile Lancia guidato da Gianni Colonello, mentre le delicate fasi di
sviluppo, industrializzazione e produzione sono state affidate allo
stabilimento lucano di Melfi.
La ricaduta sul tessuto produttivo nazionale è un elemento
centrale dell'operazione: la filiera coinvolge infatti circa trenta fornitori
italiani, di cui una decina dislocati proprio in Basilicata, rafforzando così
il legame tra il polo produttivo e l'indotto locale. Sulle linee di Melfi, la
nuova Gamma andrà ad affiancare altri modelli strategici del gruppo, come la
Jeep Compass e le imminenti DS N°8 e DS N°7, confermando il ruolo del sito
lucano come snodo cruciale per l'esportazione di veicoli sui mercati
internazionali.
Le richieste all'Europa e la visione aziendale
Durante la presentazione, i vertici di Stellantis hanno
ribadito l'impegno del gruppo nel Paese, lanciando tuttavia un monito sulle
sfide globali. Emanuele Cappellano ha sottolineato come la nuova Gamma sia la
dimostrazione concreta del ruolo che l'Italia continua a ricoprire nella
strategia del gruppo, definendo Melfi e gli altri stabilimenti italiani un
patrimonio di competenze e tecnologia. Il manager ha però evidenziato come il
futuro dell'industria dipenda dalle decisioni politiche attuali, richiamando la
necessità di regole capaci di restituire competitività al settore e di
sostenere il "Made in Europe".
Sulla stessa linea Antonella Bruno, che ha inquadrato la
Gamma come una tappa fondamentale nell'evoluzione del marchio. L'obiettivo
dichiarato è quello di trasformare il design, la qualità e la capacità
industriale italiana in un fattore concreto di competitività, sia sul mercato
interno che su quelli europei.
Tecnica e posizionamento di mercato
Sul fronte tecnico e commerciale, la vettura segna il
ritorno di Lancia in un segmento di mercato ad alto valore aggiunto. Sviluppata
sulla piattaforma STLA Medium, la Gamma si presenta come una fastback crossover
lunga 4,67 metri, concepita per intercettare sia la clientela privata sia le
flotte aziendali.
L'offerta propulsiva seguirà un approccio multi-energia. La
declinazione ibrida promette un'autonomia complessiva superiore ai 1.000
chilometri, mentre le varianti 100% elettriche garantiranno percorrenze fino a
circa 740 chilometri con una singola ricarica. A completare il listino e a
posizionarsi al vertice della gamma sarà infine una performante versione a
trazione integrale, capace di erogare 375 CV di potenza. Un'architettura con
cui Lancia punta non solo a consolidare il proprio primato in Italia, ma a
proiettarsi con rinnovata forza sui mercati continentali.