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Le auto elettriche "divorano" le gomme più velocemente: arriva la conferma da un produttore

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Confronto ravvicinato tra il battistrada di uno pneumatico estivo a sinistra e una gomma all season a destra all'interno di un'officina.
Quello che fino a poco tempo fa veniva considerato un semplice sospetto empirico trova oggi una precisa conferma scientifica da parte dei giganti del settore: Michelin ha confermato in via ufficiale che gli pneumatici montati a bordo delle auto elettriche possono usurarsi fino al 20% più velocemente rispetto a quelli impiegati sulle tradizionali vetture a benzina o diesel. All'origine di questo consumo anomalo non c'è un difetto di progettazione delle coperture, bensì la specifica configurazione tecnica delle auto a zero emissioni.
Se i modelli con motore a combustione interna presentano un'architettura meccanica più complessa ma masse complessivamente inferiori, le elettriche scontano il notevole aggravio di peso imposto dai pacchi batterie, combinato all'erogazione della coppia motrice istantanea: a ogni pressione sul pedale del gas la potenza viene scaricata a terra senza alcun ritardo, generando micro-slittamenti continui sulla superficie di contatto con l'asfalto che accelerano l'abrasione della mescola.

I riscontri dello studio USCALE: cambio treno anticipato tra 20.000 e 39.000 chilometri

L'impatto concreto di questa usura accelerata sul portafoglio degli automobilisti emerge in modo netto dai dati di mercato, già anticipati da un'approfondita indagine condotta da USCALE. Analizzando un vasto campione di veicoli con percorrenze comprese nella fascia tra i 20.000 e i 39.000 chilometri, la ricerca ha certificato che il 32% dei possessori di un'auto elettrica era già stato costretto a sostituire l'intero set di gomme, contro una quota ferma ad appena il 19% registrata tra i modelli termici. Il fenomeno varia ovviamente in base alla stazza del veicolo e alle condizioni d'uso, ma evidenzia come il connubio tra inerzia nei trasferimenti di carico e prontezza di trazione metta a durissima prova la spalla e il battistrada delle coperture convenzionali molto prima rispetto alle medie storiche registrate sui motori a scoppio.

Nuove mescole rinforzate e lo stile di guida: le contromisure per salvare il battistrada

Di fronte a questo scenario, l'industria degli pneumatici è già intervenuta per arginare il problema: marchi come Continental e la stessa Michelin stanno sviluppando gamme dedicate, strutturate con carcasse rinforzate e mescole con polimeri ad altissima resistenza, pensate per sopportare le elevate forze tangenziali senza compromettere la silenziosità di rotolamento o l'efficienza energetica. Un ruolo altrettanto cruciale rimane però affidato alle abitudini del conducente. Pur non potendo modificare la massa a vuoto del veicolo, adottare partenze progressive e una guida fluida evita lo stress da strappo tipico delle accelerazioni brucianti. La tentazione di sfruttare la risposta fulminea dell'elettrico ai semafori o nelle ripartenze, infatti, rappresenta uno dei fattori comportamentali che maggiormente riduce la longevità delle gomme, trasformando il piacere dello scatto istantaneo in un costo di manutenzione imprevisto.
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