Il motorismo storico muove 3,6 miliardi all'anno: ASI celebra 60 anni al Senato e traccia il futuro del settore

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ASI Convegno Roma 2026_24
L'Automotoclub Storico Italiano (ASI) ha celebrato il sessantesimo anniversario dalla sua fondazione (1966-2026) promuovendo presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, il convegno istituzionale "Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia". L'incontro, promosso dalla Senatrice Elena Murelli (Presidente dell'Intergruppo Parlamentare "Motorismo Storico") e aperto dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, dal Vicepresidente Gian Marco Centinaio e dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ha fatto il punto sul valore economico, sociale e culturale del comparto. In questa cornice, Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research, ha presentato uno studio dettagliato che attribuisce al motorismo storico un impatto economico complessivo annuo stimato in ben 3,6 miliardi di euro.
La ricerca evidenzia come oltre 21 milioni di italiani (pari al 41,9% della popolazione maggiorenne) si dicano interessati al settore, con quasi quattro milioni di appassionati "molto interessati" e il 79,1% degli intervistati che riconosce nei veicoli d'epoca un elemento portante del patrimonio culturale nazionale. Inoltre, il 60,7% dei cittadini richiede un sostegno attivo delle istituzioni per la loro tutela, a fronte di un impatto ambientale minimo o irrilevante (71,5% dei pareri), confermato da una percorrenza media di appena 1.200 chilometri all'anno per veicolo.

Turismo lento, borghi e filiera: il valore culturale e territoriale dei veicoli d'epoca

Le manifestazioni legate alle ruote storiche rappresentano un formidabile motore per la promozione dei territori e dei borghi italiani fuori dai classici circuiti turistici. Nell'ultimo anno circa 14,5 milioni di persone hanno assistito o partecipato dal vivo a raduni ed eventi di settore, generando un indotto turistico diretto stimato in 1,4 miliardi di euro, con un potenziale di coinvolgimento futuro che raggiunge i 25 milioni di italiani. Come sottolineato durante la prima sessione del convegno — introdotta dalla Vicepresidente ASI Agnese Di Matteo insieme a Stefano Locatelli (ANCI) e Maria Pace Odescalchi (Associazione Dimore Storiche Italiane) —, viaggiare a bordo di un veicolo d'epoca trasforma la strada secondaria e i piccoli centri nel cuore stesso dell'esperienza turistica.
La valorizzazione del comparto passa anche attraverso collaborazioni strategiche, come il protocollo siglato con la Direzione Generale per l'Ippica del MASAF diretto da Remo Chiodi, e interventi di tutela dell'autenticità. Tra questi spiccano il progetto sul recupero delle targhe originali curato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la preservazione degli archivi tecnici e industriali, di cui è virtuoso esempio la digitalizzazione dell'archivio della Carrozzeria Bertone conservato dall'Archivio Centrale dello Stato e legato alla Collezione di veicoli Bertone di proprietà ASI.

Alberto Scuro (ASI e FIVA): "Conservare il passato significa costruire il futuro del sistema Paese"

La seconda parte dei lavori, moderata dal Prof. Francesco Giorgino e introdotta dal Vicepresidente ASI Ugo Gambardella, ha posto l'accento sulla conservazione delle competenze artigianali, della memoria progettuale e sulla formazione delle nuove generazioni. A tracciare la rotta istituzionale per i prossimi decenni è stato Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens): «A sessant'anni dalla sua fondazione ASI guarda al futuro con la consapevolezza che il Motorismo Storico rappresenta molto più di una passione: è una componente del patrimonio culturale italiano, una risorsa per il turismo e per l'economia dei territori e un'espressione delle competenze tecniche, industriali e artigianali del nostro Paese». Scuro ha ribadito la necessità di un dialogo strutturato con le istituzioni per tutelare l'autenticità dei mezzi, concludendo che «conservare il passato significa anche costruire il futuro. È con questa convinzione che ASI intende proseguire il proprio impegno, promuovendo cultura, turismo, sostenibilità e trasferimento delle conoscenze».
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