Fino al fermo a tempo indeterminato: scatta la caccia ai 9 milioni di veicoli senza assicurazione

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Con l'approvazione del nuovo Codice della strada, il Governo e il legislatore introducono sanzioni e vincoli più rigidi nei confronti di chi circola senza copertura assicurativa obbligatoria. Tra le principali novità normative spicca l'applicazione del divieto di marcia a tempo indeterminato per tutti i mezzi sprovvisti di polizza RC Auto.
Il provvedimento è stato commentato positivamente, ma con forte allarme sulla portata del fenomeno, da Adusbef (Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari), che ha evidenziato le pesanti ricadute economiche e sociali dell'evasione assicurativa sull'intera collettività degli utenti della strada.

I numeri dell'evasione: 9 milioni di veicoli scoperti e 25mila sinistri ogni anno

I dati forniti dalla Motorizzazione civile e ripresi da Adusbef delineano un quadro critico: su circa 47 milioni di veicoli circolanti in Italia, sono ben 9 milioni quelli del tutto privi della copertura obbligatoria RC Auto. Un bacino irregolare che incide fortemente anche sui tassi di incidentalità: secondo quanto denunciato dall'associazione, i veicoli non assicurati causano ogni anno circa 25.000 sinistri stradali, provocando danni ingenti a cose e persone per milioni di euro.

I costi scaricati sulla collettività: il prelievo del 2,5% per il Fondo vittime della strada

Nel momento in cui si verifica un incidente provocato da un mezzo sprovvisto di polizza, il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento, il quale viene erogato tramite il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada gestito da Consap.
A farsi carico di tali oneri economici non sono tuttavia i trasgressori, bensì gli automobilisti virtuosi: il Fondo viene infatti finanziato mediante una quota del 2,5% applicata su ogni singolo premio RC Auto corrisposto regolarmente in Italia, trasformando l'evasione dei singoli in una tassa indiretta a carico di tutti i cittadini assicurati.

La posizione di Adusbef: controlli tecnologici oltre all'inasprimento normativo

Secondo il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, l'introduzione di sanzioni più severe non può rimanere una misura isolata. Per arginare l'alto tasso di illegalità e ridurre il numero di sinistri non coperti, è prioritario affiancare al testo normativo un consistente potenziamento dei controlli stradali.
Per raggiungere tale obiettivo, l'associazione sollecita un impiego massiccio e mirato delle moderne tecnologie digitali, in grado di verificare in tempo reale lo stato assicurativo delle targhe e intercettare i veicoli non in regola prima che possano causare incidenti.
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