Nel dibattito sull'eventuale cancellazione della tassa
automobilistica interviene l'Unione Nazionale Consumatori (UNC),
chiedendo una revisione profonda delle proposte in campo. Commentando il
recente focus dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), il presidente
dell'associazione Massimiliano Dona ha chiarito come il bollo auto vada
modificato strutturalmente e non azzerato. Secondo l'analisi dell'associazione,
l'attuale sistema risulta fortemente regressivo e iniquo poiché viene calcolato
sulla potenza del motore anziché sul valore commerciale effettivo del mezzo,
violando il principio della capacità contributiva sancito dall'articolo 53
della Costituzione.
Le famiglie meno abbienti, che non possono permettersi una
vettura nuova e guidano veicoli datati, si trovano a pagare un'imposta che, in
proporzione al valore dell'auto, pesa più del doppio della media nazionale,
rimanendo fissa nonostante il progressivo svalutarsi del mezzo.
Chi beneficia davvero dell'esenzione: i dati sui decili di spesa delle
famiglie
L'azzeramento indiscriminato della tassa non
rappresenterebbe un intervento mirato a sostegno delle fasce sociali più
deboli. I dati riportati nello studio dell'UPB dimostrano infatti che la
diffusione dei benefici legati all'esenzione è sostanzialmente omogenea lungo
tutte le fasce di reddito.
A trarre il vantaggio percentuale più elevato da una
cancellazione totale sarebbe il settimo decile di spesa, con la quota di
famiglie interessate che sale al 67%, mentre persino nell'ultimo decile — che
raccoglie i nuclei più facoltosi — la percentuale di beneficiari si attesta al
56%. Per queste ragioni, l'UNC sottolinea come un'esenzione generalizzata
finirebbe per avvantaggiare anche i redditi più alti, senza risolvere le
distorsioni fiscali a danno di chi possiede vetture di scarso valore.
"Risparmio dello 0,4%: un nulla cosmico di fronte al carovita del
4,2%"
Ad analizzare l'impatto reale della misura sui bilanci
domestici è ancora il presidente Massimiliano Dona, che definisce l'eventuale
risparmio per i cittadini del tutto marginale. L'esenzione dal versamento del
bollo si tradurrebbe infatti in un beneficio medio stimato ad appena lo 0,4%
della spesa complessiva di una famiglia, una cifra descritta come "il
nulla cosmico" se raffrontata alla spinta inflazionistica e all'aumento
del costo della vita, che a settembre ha registrato un incremento del 4,2%.
Per l'Unione Nazionale Consumatori la strada prioritaria non
è quindi il taglio della tassa, bensì una riforma che parametri
progressivamente il prelievo al valore di mercato del veicolo, riducendo
l'importo anno dopo anno con l'invecchiamento del mezzo.