Caos prenotazioni per il robot umanoide di Tesla: costa meno di 20.000 euro, ma slittano le vendite
Notizie
Il debutto sul mercato di Tesla Optimus si scontra
con una brusca frenata imposta direttamente dai vertici dell'azienda. Nelle
ultime ore le indiscrezioni su un'imminente apertura degli ordini per il robot
umanoide già nel mese di dicembre 2026 avevano fatto il giro del mondo,
alimentate dalle anticipazioni di Modar Alaoui, investitore del settore e
organizzatore dell'Humanoids Summit previsto a San Mateo, in California.
La convention sembrava l'occasione designata per mostrare al
pubblico la nuova evoluzione Optimus V3, ma a cancellare ogni
prospettiva immediata è intervenuto lo stesso Elon Musk, che ha risposto
con un perentorio «No» alla richiesta di un utente sulla possibilità di
ordinare il droide entro fine anno. Una presa di posizione netta che esclude
accordi commerciali a breve termine, lasciando aperta al massimo l'ipotesi di
una lista d'attesa preliminare senza vincoli finanziari, al momento priva di
riscontri ufficiali da parte di Austin.
La stima sui 20.000 dollari e le prime consegne ai clienti rinviate a fine 2027
La smentita di Musk ridisegna profondamente i tempi di
arrivo del robot nelle fabbriche e nelle case. L'orizzonte temporale più
concreto per le prime consegne a clienti esterni a Tesla è stato infatti
posticipato alla fine del 2027. Inoltre, la fase di debutto non
coinvolgerà il pubblico consumer: i primi lotti di produzione saranno quasi
integralmente assorbiti da partner aziendali per mansioni logistiche e di
catena di montaggio, mentre solo una quota marginale potrebbe essere destinata
ai privati. Anche sul fronte economico regna la cautela: sebbene tra addetti ai
lavori si continui a indicare un prezzo teorico attorno ai 20.000 dollari
(circa 17.300 euro al cambio attuale), Tesla non ha ancora diramato alcun
listino ufficiale né specificato l'entità degli anticipi cauzionali per
bloccare gli slot di fornitura.
Limiti di intelligenza artificiale, autonomia e l'ombra dei ritardi della Roadster
Il rinvio al 2027 mette a nudo le complesse sfide tecniche
che separano i test in laboratorio dalla produzione di serie: gli ingegneri
devono ancora perfezionare l'autonomia operativa dei pacchi batteria, la
resistenza degli attuatori elettromeccanici e, soprattutto, l'affidabilità
delle reti neurali visive quando chiamate a muoversi in scenari quotidiani
imprevedibili. Il precedente della nuova Tesla Roadster — le cui
prenotazioni a pagamento sono state aperte da anni senza che siano mai partite
le consegne su strada — funge da monito per il mercato: tra le scenografiche
dimostrazioni sui palchi tech e la reale immissione sul mercato di un
assistente artificiale funzionante esiste un divario ingegneristico notevole, che
impone di attendere date contrattuali certe prima di considerare imminente la
rivoluzione dei robot domestici.













