Per decenni è stato uno dei simboli più riconoscibili del
marchio giapponese, insieme alla trazione integrale. Ma le regole sulle
emissioni e i numeri del mercato stanno cambiando le cose: entro la fine del
2027 Subaru dirà addio in Europa ai suoi modelli con motore termico. E con loro
se ne andrà anche il celebre boxer. Ci sono motori che servono semplicemente a far muovere
un'auto e altri che, con il tempo, diventano parte della sua identità. Il boxer
Subaru appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il suo sound, la
disposizione dei cilindri e il legame con la trazione integrale hanno
contribuito a rendere il marchio giapponese diverso da molti concorrenti.
Eppure, anche le tradizioni più solide devono fare i conti
con il mercato. Entro la fine del 2027 Subaru punta a eliminare dalla gamma
europea tutti i modelli con motore termico, lasciando spazio a una famiglia
composta esclusivamente da auto elettriche.
La conferma arriva da Subaru Germania, come riportato dalla
rivista auto motor und sport. Una decisione che segna un passaggio
importante per un costruttore che ha costruito gran parte della propria
reputazione proprio attorno a questa particolare architettura.
Insomma, in Europa il boxer si prepara a uscire di scena. E
per gli appassionati non sarà semplicemente la fine di un motore, ma quella di
un pezzo di storia automobilistica.
61 anni di boxer: tutto iniziò con la Subaru 1000
La storia del boxer Subaru iniziò il 14 maggio 1966,
quando arrivò la Subaru 1000, equipaggiata con un quattro cilindri contrapposto
raffreddato ad acqua. Da quel momento questa soluzione tecnica è diventata una
presenza costante nella gamma della casa giapponese.
Nel 2016, in occasione dei 50 anni del propulsore, Subaru
dichiarava di aver prodotto oltre 16 milioni di motori boxer. Un numero che
racconta quanto questa architettura abbia accompagnato l'evoluzione del
marchio.
Naturalmente, Subaru non è stata l'unica casa a puntare sui
cilindri contrapposti. Il boxer è legato anche alla storia del Volkswagen
Maggiolino e di Porsche, che ne ha fatto uno degli elementi distintivi delle
proprie sportive, soprattutto con la 911.
La differenza è che Subaru ha portato questa soluzione anche
sulle auto di tutti i giorni: familiari, station wagon e SUV. Non soltanto
un motore da sportiva, quindi, ma una scelta tecnica che ha caratterizzato
praticamente un'intera gamma.
Dalle strade ai rally: il boxer che ha fatto sognare gli appassionati
Il successo del boxer non dipende soltanto dalla sua storia.
La disposizione dei cilindri contrapposti permette di ottenere un motore
relativamente basso, con un baricentro contenuto e buone caratteristiche di
bilanciamento. Abbinato alla trazione integrale simmetrica, ha contribuito a
definire il comportamento dinamico tipico di molte Subaru.
Ma è soprattutto nei rally che questo motore è diventato una
leggenda.
Basta nominare Impreza WRX e WRX STI per evocare
livree blu, cerchi dorati, strade sterrate e il caratteristico sound dei
quattro cilindri turbo. Le imprese sportive hanno trasformato queste vetture in
vere icone per gli appassionati, andando ben oltre i confini del Giappone.
Nel 2008 Subaru aveva tentato anche la strada del boxer
diesel, portando sul mercato una soluzione piuttosto insolita per questa
architettura. Il progetto, però, non è riuscito a ritagliarsi uno spazio
duraturo.
Oggi, mentre il settore cambia direzione, proprio quelle
caratteristiche che hanno reso celebre il boxer rischiano di diventare un
ricordo per chi acquista una Subaru in Europa. E per chi è cresciuto con il
rumore di una WRX, non è esattamente una notizia da festeggiare.
Outback, Impreza e Forester: chi sarà l'ultimo a uscire di scena?
L'uscita di scena non avverrà tutta in una volta. La prima a
salutare sarà la Subaru Outback, equipaggiata con un quattro cilindri
aspirato da 2,5 litri e 169 CV.
Nel corso del 2027 toccherà poi a Impreza, Crosstrek e
Forester, nelle rispettive versioni con motori boxer elettrificati da 2,0
litri. La produzione delle attuali varianti mild hybrid destinate all'Europa è
già terminata e, in questa fase, il marchio sta vendendo le vetture ancora
disponibili.
Per chi sta pensando di acquistare uno degli ultimi modelli
termici, quindi, la disponibilità potrebbe diventare un fattore importante. Una
volta esaurite le scorte, la gamma europea cambierà volto.
La domanda è inevitabile: chi avrebbe immaginato che un
marchio così legato ai motori a cilindri contrapposti sarebbe arrivato a
proporre in Europa soltanto auto elettriche?
Perché Subaru abbandona il boxer proprio in Europa?
La spiegazione è soprattutto economica e normativa. Le
regole europee sulle emissioni di CO₂ richiedono investimenti importanti per
mantenere competitivi i motori termici, mentre i volumi di vendita di Subaru
nel continente sono relativamente contenuti.
Sviluppare e aggiornare ulteriormente i propulsori a
combustione per un mercato di dimensioni limitate potrebbe quindi non essere
sostenibile dal punto di vista economico.
Il marchio concentrerà così la propria offerta europea su Solterra,
Uncharted ed E-Outback, tre modelli completamente elettrici sviluppati in
stretta collaborazione con Toyota.
La transizione, però, non significa che Subaru abbia deciso
di cancellare il boxer ovunque. In Giappone e in Nord America il marchio
continua a sviluppare questa architettura, anche attraverso nuove soluzioni
ibride. Un esempio è il sistema full hybrid che abbina un quattro cilindri da
2,5 litri a una componente elettrica, adottato anche sulla Forester.
Per il momento, tuttavia, non è previsto l'arrivo in Europa
di queste nuove motorizzazioni.
Il boxer è davvero arrivato al capolinea?
La risposta dipende da dove si guarda. Per Subaru in
Europa, il boxer termico si prepara a diventare un capitolo del passato; a
livello globale, invece, la storia continua.
La decisione dimostra quanto le normative, i costi di
sviluppo e le dimensioni dei singoli mercati possano cambiare anche le
strategie dei costruttori più legati alla propria tradizione.
Resta però una questione che va oltre i numeri: il carattere
di un'automobile non si misura soltanto in cavalli, consumi o accelerazione. A
volte è fatto anche di sensazioni, rumori e soluzioni tecniche che rendono un
marchio immediatamente riconoscibile.
E così, mentre le nuove Subaru elettriche si preparano a
conquistare le strade europee, gli appassionati dovranno abituarsi a un
cambiamento non da poco. Perché un conto è dire addio alla benzina, un altro è
salutare quel boxer che per oltre sei decenni ha contribuito a rendere Subaru…
proprio Subaru.