Tentare di raggirare la propria compagnia assicurativa per
evitare un rincaro della polizza è una pratica diffusa tra gli automobilisti
della Penisola. Secondo un'indagine commissionata da Facile.it
all'istituto di ricerca EMG, sono circa 1,4 milioni i guidatori
italiani che hanno ammesso di aver mentito alla propria assicurazione.
L'analisi, condotta su un campione statisticamente rappresentativo della
popolazione nazionale, fotografa una consuetudine radicata: fornire versioni
alterate dei fatti o nascondere dettagli determinanti pur di non subire
l'aggravio dei costi o per incassare risarcimenti non spettanti.
Una scelta che, ricordano i legali, oltre a violare il
contratto può configurare un reato penale punito con la reclusione fino a
cinque anni, riversando i propri costi su tutto il comparto e provocando un
generale aumento dei premi a carico degli assicurati onesti.
Dinamiche alterate e conducenti non autorizzati: le casistiche più comuni
Dall'indagine emergono le motivazioni principali che
spingono gli assicurati a dichiarare il falso in occasione di un incidente
stradale:
- Tutela
della classe di merito (53,5%): rappresenta la causa primaria della
menzogna; oltre 770.000 automobilisti hanno alterato la dinamica
dell'incidente con l'obiettivo specifico di neutralizzare il meccanismo
del bonus-malus ed evitare il declassamento della propria posizione
tariffaria;
- Guidatore
non coperto dalla polizza (43%): interessa circa 586.000 assicurati,
i quali hanno nascosto alla compagnia che al volante del veicolo
incidentato si trovava una persona esclusa dalle condizioni contrattuali
(come clausole di guida esperta o esclusiva);
- Risarcimenti
per danni non compresi (2,3%): circa 33.000 automobilisti hanno
dichiarato il falso per ottenere indebitamente rimborsi economici a fronte
di danni materiali che la loro polizza non avrebbe coperto.
L'altra faccia del fenomeno: 890mila vittime di frode e oltre 390 milioni
di danni
Il report evidenzia come il rischio truffa non colpisca solo
le compagnie, ma veda spesso gli stessi utenti nel ruolo di vittime. Una
parallela ricerca curata da mUp Research per Facile.it ha quantificato
in 890.000 gli automobilisti caduti in raggiri o tentativi di frode, con
un danno economico complessivo stimato in oltre 390 milioni di euro. I
canali di raggiro più frequenti sfruttano la disattenzione digitale e il
contatto diretto:
- Email
di phishing: costituiscono la minaccia principale, rappresentando il 35%
dei tentativi di truffa segnalati;
- Porta
a porta: le finte visite a domicilio pesano per il 23% del
totale dei raggiri;
- SMS
e app di messaggistica: i messaggi truffa via SMS incidono per il 17%,
mentre le comunicazioni fraudolente su chat e messaggistica istantanea
toccano il 12%.
Per contrastare questi fenomeni e fornire strumenti pratici
di difesa ai consumatori, Facile.it ha sviluppato in partnership con
l'associazione Consumerismo No Profit il portale educativo Stop alle
Truffe (www.stopalletruffe.it), una piattaforma multimediale che attraverso
brevi guide video spiega come individuare le frodi sul nascere e come tutelarsi
qualora si sia finiti nella rete dei truffatori.