Presso l'Auditorium del Museo Nazionale dell'Automobile
(MAUTO) di Torino è stato presentato in prima visione assoluta "L'anima
delle macchine - Il restauro come arte del tempo", documentario prodotto
da Filmine per la regia di Valerio Valente e con la direzione della fotografia
di Stefania Bona. L'opera analizza il lavoro artigianale legato al recupero
delle vetture storiche, filiera di rilievo nel territorio piemontese che
combina perizia manuale, rigore filologico e sensibilità storica.
La sfida della Ferrari F50 e il racconto di Pietro Camardella
Il percorso narrativo del film si sviluppa attorno al
processo di smontaggio e conservazione di una rara Ferrari F50, effettuato
presso il laboratorio Schimmenti Classic di Santena sotto la direzione del
restauratore Massimo Schimmenti. La documentazione delle fasi operative si
intreccia con la testimonianza di Pietro Camardella, designer originario della
vettura, il quale ripercorre le fasi progettuali del modello nato nei primi
anni '90 per trasferire su un'auto stradale la tecnologia dei motori da Formula
1.
Nel corso del documentario, Camardella evidenzia come la
F50, pur essendo stata la prima autovettura della casa di Maranello progettata
tramite sistemi CAD, mantenga lavorazioni e asimmetrie manuali tipiche della
manifattura dell'epoca. Tra gli interventi tecnici documentati rientra la
stesura della vernice rossa originale, eseguita con spessori calibrati per
lasciare trasparire in controluce la trama della fibra di carbonio sottostante.
I maestri artigiani e la filosofia della conservazione
La pellicola si articola in una serie di testimonianze
dedicate alle figure professionali che operano nel settore della carrozzeria e
della conservazione:
- Gian
Carlo Maina: Battilastra di 83 anni con 69 anni di attività nella
modellazione a freddo dell'acciaio e dell'alluminio per vetture fuoriserie
e prototipi.
- Pierfranco
Gavina: Artigiano sellaio impegnato nel recupero e nella conservazione
dei rivestimenti interni in Alcantara.
- Consulenza
cromatica e materiali: Analisi e formulazione delle tinte realizzate
con il contributo specialistico di Mauro Mazzola (Lechler), Pierangelo
Ghilardi (Saico Zero) e del color advisor Mauro Barbieri.
In merito agli aspetti teorici del restauro, Davide
Lorenzone, responsabile del Centro di Conservazione e Restauro del MAUTO, e la
restauratrice Chiara Armigliato approfondiscono l'orientamento museale moderno.
Tale approccio privilegia l'intervento conservativo, volto a preservare la
componente originale e la patina storica del veicolo, rispetto al rifacimento
integrale. All'evento è intervenuto anche il sindaco di Santena, Roberto Ghio.
Formazione giovanile e prospettive distributive
Il progetto dedica un focus al passaggio di consegne
generazionale nel settore dell'artigianato specializzato. Attraverso il
racconto del Corso IFTS di Restauro Veicoli d'Epoca, coordinato da Sandro Di
Vinci e promosso da Inforcoop Cipa, il film documenta l'esperienza formativa
dei corsisti Carlo Argirò e Luca Romero, quest'ultimo inserito in un percorso
di stage direttamente nella struttura di Santena.
Dopo la presentazione ufficiale tenutasi di fronte a un
pubblico di tecnici, collezionisti e rappresentanti delle istituzioni, la
produzione ha confermato l'avvio delle trattative per la trasmissione del
documentario su piattaforme di streaming e broadcaster televisivi.