Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha
concluso l'elaborazione del nuovo codice della strada, ottenendo il via
libera in Consiglio dei ministri al termine di un confronto con tecnici,
imprese e associazioni di settore. La riforma riorganizza radicalmente il
sistema sanzionatorio generale con l'obiettivo di garantire una funzione
deterrente e non vessatoria, riducendo le categorie punitive da 82 a sole 21
fasce sanzionatorie: il limite edittale della prima fascia spazia da 25
a 100 euro, mentre l'ultima prevede importi compresi tra 10.000 e 40.000
euro, legati da un rapporto quadratico. Contestualmente, il testo abolisce
il termine "incidente" sostituendolo formalmente con "sinistro",
allo scopo di responsabilizzare i conducenti evidenziando come i danni derivino
quasi sempre da condotte individuali prevenibili (disattenzione, velocità o
sostanze stupefacenti) e non da fatalità.
Multe modulari a chilometro orario e limite a 150 km/h in autostrada
Il cambio di paradigma più evidente interessa la violazione
dei limiti di velocità, la cui sanzione viene direttamente ancorata agli
effettivi chilometri orari di sforamento. Nei tratti extraurbani e autostradali
scatta un importo sanzionatorio pari a 10 euro per ogni chilometro orario
eccedente: superare il limite di 11 km/h comporterà quindi 110 euro di
sanzione, mentre uno sforamento di 40 km/h equivarrà a 400 euro. Nei
contesti urbani a velocità ridotta (limiti di 30 km/h o 50 km/h), la quota
unitaria scende invece a 5 euro per ogni km/h di superamento; in questo
modo, circolare a 61 km/h dove vige il limite di 50 comporterà una multa di 55
euro (rispetto alla forchetta attuale compresa tra 163 e 694 euro), mentre
procedere a 90 km/h costerà 200 euro. Sul fronte dei limiti massimi,
viene introdotta la possibilità per enti o concessionari di elevare la velocità
fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza
per senso di marcia, purché dotate di dispositivi tutor per la velocità media.
Dematerializzazione dei documenti, piattaforma SEND e tutela della
riscossione
La riforma elimina l'obbligo per gli automobilisti di
portare con sé la patente e la carta di circolazione in formato cartaceo: i
titoli di guida diventano dati certificati verificati dagli agenti mediante accesso
telematico diretto alle banche dati nazionali. Anche i verbali di
contestazione saranno redatti in forma digitale, con invio prioritario tramite
la piattaforma SEND (Servizio delle Notifiche Digitali della Pubblica
Amministrazione) al domicilio digitale dell'utente. I termini di notifica
per gli accertamenti da remoto scendono drasticamente da 90 a 45 giorni,
mentre qualunque riscossione coattiva dovrà essere obbligatoriamente preceduta
da un avviso bonario per limitare il contenzioso. Per i soggetti in
condizioni economiche disagiate viene inoltre garantita la rateizzazione dei
verbali superiori a 200 euro. Cambia anche la ripartizione dei proventi:
incasserà direttamente l'ente da cui dipende il personale accertatore, con
l'obbligo per gli enti locali di vincolare almeno il 50% degli introiti a
interventi di sicurezza stradale.
Corsia di emergenza per le moto, ausiliari del traffico e guida autonoma
Significative le novità sul fronte della mobilità a due
ruote: i motociclisti avranno la facoltà di percorrere la corsia di
emergenza in autostrada in caso di code o rallentamenti, con il contestuale
obbligo per le automobili in sosta di creare un varco ("corsia
virtuale") per agevolare il transito dei centauri e dei mezzi di soccorso.
Le corsie urbane con larghezza inferiore a 1,30 metri saranno riservate
esclusivamente a biciclette e monopattini elettrici, mentre i Comuni potranno
individuare apposite zone di sosta per monopattini sui marciapiedi a patto di
non ostacolare pedoni o persone con disabilità. Gli ausiliari di polizia
stradale abilitati assumeranno compiti di gestione del traffico agli
incroci congestionati e rilievo dei sinistri con soli danni alle cose su strade
secondarie. Il nuovo codice apre infine in modo formale ai veicoli a guida
autonoma, eliminando l'obbligo tassativo di un conducente umano a bordo per
i mezzi automatizzati negli ambiti definiti dal ministero.
Strette su alcol, assicurazioni, corse clandestine e trasporto
professionale
A fronte della revisione delle sanzioni minori, il
provvedimento inasprisce severamente le misure contro le condotte più
pericolose:
- Assicurazione
e veicoli esteri: per chi circola privo di copertura assicurativa
scatta il divieto di marcia a tempo indeterminato e il raddoppio
della sanzione; i cittadini stranieri residenti che circolano in Italia
per più di 30 giorni dovranno obbligatoriamente assicurare il
veicolo secondo le norme italiane, con procedure accelerate per il
recupero dei crediti insoluti.
- Aggravanti
ed ebbrezza: sanzioni maggiorate del 20% per guida in stato di
ebbrezza (fascia 0,5-0,8 g/l) o stupefacenti, del 50% per guida con
targa manomessa o documenti falsi, e raddoppio delle multe per chi
non si ferma all'alt delle forze dell'ordine o guida senza patente.
- Pene
detentive: reclusione da uno a tre anni (e multa da 25.000 a
100.000 euro) per chi organizza o partecipa a gare clandestine di
velocità; arresto da sei mesi a un anno per i parcheggiatori
abusivi recidivi o che impiegano minori; carcere da sei mesi a tre anni
per chi commette omissione di soccorso.
- Autotrasporto
e CUDE: l'età massima per condurre mezzi pesanti (patenti C e CE fino
a 20 tonnellate) sale a 70 anni, a patto di non effettuare
trasporti per conto terzi e con visite biennali tra i 65 e i 68 anni.
Tutti i Comuni saranno infine obbligati ad aderire alla banca dati
nazionale del contrassegno unificato disabili europeo (CUDE) per
garantirne la validità su tutto il territorio.