Fare marcia indietro al casello? Ora si può: ecco l'unico caso in cui si evitano 430 euro di multa e 10 punti

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Tra le numerose novità contenute nel nuovo Codice della Strada 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026 e attualmente all'esame del parlamento per il completamento dell'iter legislativo, spicca una norma destinata a chiarire una situazione spesso complessa per gli automobilisti: la possibilità di effettuare la retromarcia presso i caselli autostradali.
Il provvedimento va a integrare l'articolo 54, che riconferma il divieto generale di effettuare inversioni di marcia o procedere a marcia indietro su rampe, svincoli, corsie di emergenza, carreggiate e barriere d'esazione. La svolta risiede nell'introduzione di una specifica ed esplicita eccezione: la retromarcia diventerà legale ed esente da sanzioni unicamente nel caso in cui si verifichi un'«avaria delle barriere o di altri dispositivi». In presenza di un casello guasto o di una sbarra bloccata che impedisce il transito, i conducenti potranno dunque mettere la "R" per uscire dalla corsia e spostarsi verso un altro varco attivo, eseguendo la manovra nelle massime condizioni di sicurezza.

Distrazione e corsia sbagliata: la manovra resta vietata e costerà fino a 430 euro

L'apertura dell'esecutivo non deve tuttavia essere scambiata per un via libera indiscriminato. La marcia indietro rimarrà rigorosamente fuorilegge qualora la manovra sia dettata da una svista dell'automobilista, come l'aver imboccato per errore una corsia riservata al Telepass o al pagamento elettronico senza disporre del relativo dispositivo. In tutte le circostanze non legate a un malfunzionamento tecnico dell'impianto, continuare a fare retromarcia al casello continuerà a configurare una gravissima violazione dell'articolo 176 del Codice della Strada. Le sanzioni previste rimangono estremamente severe: chi infrange il divieto rischia una sanzione pecuniaria fino a 430 euro (che scende a 310 euro se saldata entro cinque giorni dalla notifica) e la stangata sulla patente con la decurtazione di ben 10 punti, il massimo consentito per una singola contestazione.

L'iter legislativo: dal via libera del Governo all'approvazione finale

La nuova disposizione introduce una risposta concreta a una lacuna normativa che in passato costringeva gli automobilisti a rimanere bloccati davanti ai varchi malfunzionanti senza una tutela legale ben definita. Il testo del nuovo Codice della Strada ha superato il primo passaggio istituzionale con il via libera del Consiglio dei Ministri lo scorso 13 ottobre 2026, ma prima che la norma sulla retromarcia "per guasto" diventi operativamente efficace sarà necessario attendere la conclusione dei successivi passaggi parlamentari e la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Fino al completamento dell'iter continuano ad applicarsi le regole attuali, che richiedono la massima attenzione e il rispetto dei varchi di pagamento corretti.
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