In un'intervista rilasciata alla testata Fanpage.it,
l'ex meccanico della Scuderia Ferrari Francesco Cigarini ha analizzato
il gesto di Lewis Hamilton, che dopo il Gran Premio di Singapore si è
assunto pubblicamente la responsabilità per non essere rientrato ai box,
scusandosi direttamente con la squadra. Secondo Cigarini, l'episodio nasconde
dinamiche tipiche dei grandi campioni: al di là del fatto che potesse trattarsi
di un'esitazione del pilota o di una mancata comunicazione tempestiva da parte
del muretto, prendersi la colpa al 100% funziona spesso da "parafulmine"
per proteggere il team e togliere pressione a ingegneri e meccanici.
Un atteggiamento che definisce la correttezza nei rapporti
interni e stabilisce un patto reciproco di fiducia, dove gli errori si
riconoscono all'esterno ma si analizzano nei dettagli soltanto durante i
debriefing a porte chiuse.
Il parallelo con Michael Schumacher: da Silverstone 1999 a Suzuka 2006
Il comportamento di Hamilton ha richiamato alla memoria di
Cigarini la leadership di Michael Schumacher, con cui il tecnico ha
condiviso gli anni d'oro a Maranello. Anche il fuoriclasse tedesco era solito
assumersi responsabilità persino superiori a quelle reali pur di fare scudo
attorno ai propri uomini.
Cigarini ha ricordato in particolare due momenti
emblematici: l'incidente di Silverstone nel 1999, quando Schumacher si
fratturò una gamba a causa di un guasto meccanico sulla monoposto senza mai
puntare il dito contro la Ferrari, e il drammatico ritiro per rottura del
motore a Suzuka nel 2006, episodio che compromise definitivamente la
corsa al titolo mondiale. In quell'occasione, fu proprio Michael a radunare
l'intera squadra per rincuorarla: "Abbiamo vinto tanto, ma quando
vinci tanto devi anche ammettere che puoi perdere. Queste sono le corse".
Una lezione umana e sportiva fondamentale per ricompattare il gruppo dopo una
sconfitta pesante.
La gestione degli errori a Maranello per costruire una cultura vincente
Secondo l'analisi dell'ex meccanico, l'atteggiamento
dimostrato da Hamilton rappresenta un tassello cruciale per il futuro della
Ferrari. Attualmente la scuderia si trova a lottare con costanza per i
piazzamenti a podio anziché per il campionato del mondo; proprio per questo
motivo, consolidare fin da subito una cultura interna priva di caccia al
colpevole diventa indispensabile.
Ai tempi della gestione vincente di Jean Todt e Ross Brawn,
il segreto risiedeva nella capacità di reagire immediatamente per non
ripetere mai lo stesso errore, trasformando ogni passaggio a vuoto in
un'occasione di crescita tecnica e operativa senza scalfirne l'unità interna.
La pressione mediatica e l'impatto dei social network sui piloti moderni
Infine, Cigarini si è soffermato sul cambiamento del
contesto mediatico rispetto all'era Schumacher. Con la presenza pervasiva dei
social network e le comunicazioni radio trasmesse in diretta globale, ogni
sbavatura o incomprensione viene amplificata a dismisura dall'opinione
pubblica.
Se le critiche costruttive fanno parte della professione di
un pilota di Formula 1, la tendenza a drammatizzare o a cercare complotti
dietro ogni scelta rischia di generare un clima ostile nei confronti di
professionisti che lavorano costantemente sotto estrema pressione, rendendo il
gesto di proteggere la squadra ancora più significativo.