Motorsport

Vasseur e la sindrome Binotto: “Dobbiamo capire le gomme”

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Vasseur, nuovo team principal della Ferrari, sembra essere “affetto” da una sorta di “sindrome Binotto”. Alcune dichiarazioni, alcuni comportamenti, alcune decisioni del manager francese ricordano molto quelle del suo omologo predecessore, che tra mille polemiche e critiche si ritrovò a vivere il suo ultimo periodo professionale al muretto della Rossa. Vasseur qualche ora fa, a seguito della conclusione del Gran Premio d’Arabia Saudita ha detto: “Dobbiamo capire perché siamo lenti con le gomme dure”, una frase già sentita e che non rievoca bei ricordi ai ferraristi.

“Dobbiamo capire perché siamo lenti con le gomme dure”: Vasseur come Binotto?

Dopo il Gran Premio d’Arabia Saudita si può affermare che la Ferrari sia la quarta forza di questo Campionato Mondiale di Formula 1 dietro a Red Bull, Aston Martin e Mercedes. Nel GP saudita Carlos Sainz si è accontento del sesto posto davanti al compagno di scuderia Charles Leclerc, settimo. La Rossa ha dovuto fare i conti col timing della Safety Car, con quest’ultima che è intervenuta quando le due SF-23 avevano già effettuato la sosta ai box. Proprio come accaduto nella prima uscita stagionale in Bahrain, le Ferrari hanno palesato una mancanza di passo nel momento in cui sono state dotate di gomme dure, un fenomeno che preoccupa Vasseur. Il nuovo team principal della Ferrari ha rilasciato delle dichiarazioni a seguito della gara dicendo:

“Sicuramente non è il risultato che ci aspettavamo. Dopo un weekend duro come questo ora dobbiamo analizzare la situazione. Credo che ci siano aspetti positivi, perché il primo stint è stato abbastanza buono e Leclerc è riuscito a rimontare dal 12° al 6° posto. Carlos è rimasto bloccato dietro a Stroll, ma nell’ultima parte della gara con le gomme dure avevamo un’enorme mancanza di passo e dobbiamo capire da dove deriva, perché per me non è accettabile, e dobbiamo correggerlo il prima possibile, perché non è pensabile che una macchina vada in prima fila in Qualifica e poi da nessuna parte in gara. Credo che sia più un problema di gestione delle gomme e non di assetto o di filosofia progettuale della macchina. Mancano ancora 21 gare, e sicuramente a partire da lunedì spingeremo insieme per recuperare ed essere più forti da Melbourne e non molleremo. Il lato positivo della situazione è che Charles era 3° quando c’è stato il ritiro in Bahrain e sarebbe stato in prima fila qui se non fosse stato per la penalità, il lato negativo è che appena mettiamo le gomme dure abbiamo faticato tantissimo, e dobbiamo capire il perché. Quando sono arrivato in Ferrari avevo il quadro della situazione attuale, che però non contempla gli avversari, quando poi vai in pista vieni paragonato con gli altri, magari progredisci di 5 decimi, ma magari gli altri di 8. Per questo non mi aspettavo nulla di speciale, ho sempre detto di lottare, sviluppare la macchina e continuare a spingere. Dobbiamo continuare a mantenere questo approccio. So che è difficile da dire dopo un weekend come questo, ma credo che abbiamo fatto un buon passo avanti sul giro secco, e abbiamo guadagnato in Qualifica rispetto a Mercedes e Aston Martin. Nel resto del weekend il passo gara rimane il nostro problema”.

Angelo Petrucci

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