Per concludere il nostro ripasso fatto per i segnali stradali e cartelli chiudiamo con i segnali di divieto che risultano tra quelli più facilmente riconoscibili e facili da vedere.
Il motivo è presto detto: sono tutti circolari bordati di rosso o ancora perché sono abbastanza esemplificativi di ciò che non si deve fare mentre si guida. Sono molto diffusi, per affermare ancora una volta che quel divieto è palese e che va rispettato.
Riportiamo in questa guida l’elenco dei segnali di divieto, ricordando che spesso a fare la differenza è l’esperienza di chi guida e di chi sa riconoscerli anche da lontano. In pratica, ai conducenti più o meno esperti basta un colpo d’occhio per riconoscere i segnali di divieto, distinguerli dai segnali di pericolo e dagli altri segnali di prescrizione, prima ancora di capire il loro significato.
I segnali di divieto indicano il comportamento che l’automobilista non può tenere mentre si trova alla guida della propria vettura. Nella maggior parte dei casi si distinguono due elementi. Innanzitutto per la forma circolare e poi per il bordo rosso su sfondo bianco con il simbolo di riferimento nero. Esistono anche alcune eccezioni e queste sono rappresentate dai cartelli rettangolari relativi alla fermata, alla sosta e al parcheggio dei veicoli. Pensiamo ad esempio al divieto di sosta temporaneo e al divieto di transito per autotreni e autoarticolati. In ogni caso, i segnali di divieto sono raggruppati in 5 categorie:
Prendendo tra le mani un testo di scuola guida noteremo che esistono numerosi segnali di divieto che devono avere forma, dimensioni, colori e caratteristiche conformi alle norme. In buona sostanza, i segnali stradali devono essere intuitivi e comprensibili da tutti, compresi coloro che non hanno mai preso la patente di guida. I segnali di divieto generici più comuni sono:
Al fine di risultare sempre ben visibili, alcuni segnali di divieto sono realizzati utilizzando pellicole rifrangenti ad elevata efficienza. Il Codice della Strada prevede l’uso di queste pellicole per “dare precedenza, fermarsi e dare precedenza, dare precedenza a destra, divieto di sorpasso, nonché per i segnali permanenti di preavviso e di direzione di nuova installazione”. Vicino ai segnali di divieto generici ci sono quindi quelli più specifici che riguardano situazioni particolari. Ad esempio è facile incontrare:
Nella famiglia dei segnali di divieto rientrano anche quelli relativi alle limitazioni alle dimensioni e alla massa dei veicoli, stiamo parlando di limitazioni di peso o restrizioni di larghezza o altezza, al fine di riuscire a passare con i mezzi delle grandezze indicate dai cartelli onde evitare problemi che potrebbero rallentare tremendamente il traffico o creare ingorghi:
Veniamo ora ai segnali di divieto più conosciuti e richiesti anche in fase d’esame per la patente dato che danno empre adito a numerosi dubbi, stiamo parlando di quelli relativi alla fermata, alla sosta e al parcheggio. Meglio non farsi ingannare dalla forma rettangolare di alcuni di loro. Tra i cartelli più comuni ricordiamo:
Sappiamo anche bene per esperienza che ricordare tutti i segnali stradali di divieto non è affatto semplice. Il colore ne identifica la maggior parte e risultano essere semplici e d’impatto, ma esisono anche i segnali di fine divieto, ad esempio, perdono il bordo rosso, sono circolari e si riconoscono per la presenza di una barra trasversale spessa di colore nero che divide il cartello in due parti uguali. Tra i segnali di fine divieto ricordiamo:
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