Gli agenti del Governo francese hanno sequestrato computer da alcune fabbriche Renault, negli stabilimenti di Guyancourt e Lardy in Francia, quest’ultimo è il sito preposto alla realizzazione di prove sulle emissioni dei veicoli. Ad affermarlo è Bloomberg che riprende altre fonti di stampa francese che citano un documento sindacale della CGT, secondo il quale quale gli ispettori si sono recati nell’impianto transalpino lo scorso 7 gennaio. Secondo il sindacato il fatto genera sospetti su un possibile coinvolgimento di Renault nello scandalo sulle emissioni che ha colpito Volkswagen.
A seguito di queste rivelazioni il titolo Renault ha ceduto oltre il 18% in borsa.
La notizia di possibili “imbrogli” è stata però seccamente smentita dalla Casa francese attraverso un comunicato. Nel testo si legge che sono state confermate le ispezioni della polizia anti frode, ma Renault fa sapere che non è stato trovato alcun software fraudolento che consenta di aggirare i testi sulle emissioni. Inoltre il Gruppo Renault precisa che è presente fin d’ora nella top 3 (1° nel 2013, 2° nel 2014) dei programmi di miglioramento dell’impronta CO2. Da 3 anni, il Gruppo Renault ha concretamente ridotto del 10% la carbon footprint dei suoi veicoli.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti e vi terremo informati sugli sviluppi.
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