Prove su strada

Prova Mazda CX-30: il 2.5 e-Skyactiv G è la voce fuori dal coro

Tempo di lettura: 7 minuti

Negli ultimi anni tutti i costruttori hanno cercato di trovare la formula giusta per un SUV compatto che non fosse solo una moda passeggera ma una reale alternativa alle berline di segmento C. Mazda, già famosa per il suo approccio orientato al piacere di guida, ha lanciato la CX-30 come risposta a questa domanda. Con un design ispirato alla filosofia Kodo e una qualità costruttiva superiore alla media del segmento, la CX-30 si posiziona come un’opzione interessante rispetto ad altri SUV compatti diffusi sul mercato. Rispetto alla Mazda 3, sua controparte a ruote basse, offre maggiore spazio interno e un’altezza da terra che migliora la visibilità, pur mantenendo dimensioni relativamente compatte.

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La Mazda CX-30 si inserisce in un contesto in cui il pubblico continua a preferire vetture rialzate rispetto alle berline, ma lo fa con un’interpretazione più raffinata e personale, senza eccedere in tecnologie poco utili o perdere il feeling sportivo tipico del marchio. Tuttavia, dietro la linea accattivante e l’ottima fattura di interni e materiali, la vera novità è nel suo cuore: il motore 2.5 benzina aspirato si discosta da tutto il lavoro di downsizing dei concorrenti, con una cilindrata abbondante e una potenza moderata, in grado di essere molto efficiente ad andature costanti e piacevole da guidare nell’uso quotidiano. Mazda ancora una volta mette il guidatore al centro del suo progetto, proponendo un motore estremamente piacevole da guidare, rinunciando alle scorciatoie di una elettrificazione pesante.

Gamma, motori e prezzi Mazda CX-30

La gamma della Mazda CX-30 è sviluppata in 6 allestimenti, a cui possono essere aggiunti optional perlopiù estetici per completare la personalizzazione.

Si parte dall’allestimento d’ingresso Prime-Line (28.450 euro), già ben allestito con cerchi in lega da 16″, interni con rivestimento in tessuto nero, schermo infotainment da 10″ con Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori, cruise control adattivo, fari a LED e specchietti retrovisori esterni ripiegatili e riscaldabili. Salendo in gamma si trova l’allestimento Centre-Line (30.650 euro), con cerchi in lega da 18″, climatizzatore automatico bi-zona, ricarica wireless per smartphone, sensore pioggia, volante riscaldabile e ingresso keyless.

Con l’allestimento intermedio Homura (31.050 euro) la CX-30 monta cerchi in lega da 18″ in nero lucido, sedili rivestiti in tessuto nero con cuciture rosse a contrasto, vetri posteriori oscurati e sensori di parcheggio anteriori e posteriori. L’allestimento Nagisa (32.950 euro) regala il vero tocco premium alla CX-30, con sedili in ecopelle colore Terracotta, apertura elettrica del vano bagagli e impianto audio Bose a 12 altoparlanti. L’Exclusive-Line (33.950 euro) aggiunge invece tecnologia a bordo, con fari a matrice di LED, funzione cruise e traffic System, monitor 360° e specchio retrovisore fotocromatico senza cornice. La versione full optional è la Takumi (36.050 euro) che monta sedili e volante in pelle neri, con interni ben rivestiti e materiali di qualità in ogni dettaglio.

La lista di optional si limita quasi esclusivamente a personalizzazioni estetiche, con pacchetti sportivi (con scarichi e minigonne specifiche), tetto apribile (750 euro), pacchetto di illuminazioni interne ed esterne e dettagli in metallo come pedaliere e battitacco.

L’esemplare in prova è una Mazda CX-30 2.5 e-Skyactiv G M Hybrid con cambio manuale in allestimento Homura, con verniciatura Soul Red Crystal, proposta ad un prezzo di 32.300 euro.

Listino prezzi Mazda CX-30

  • 2.5-G Hybrid Prime Line 28.450 euro
  • 2.5-G Hybrid Centre Line 30.650 euro
  • 2.5-G Hybrid Homura 31.050 euro
  • 2.5-G Hybrid Nagisa 32.950 euro
  • 2.5-G Hybrid Exclusive L. 33.950 euro
  • 2.5-G Hybrid Takumi 36.050 euro
  • 2.0-X Hybrid Centre Line 32.450 euro
  • 2.0-X Hybrid Homura 32.750 euro
  • 2.0-X Hybrid Nagisa 34.750 euro
  • 2.0-X Hybrid Exclusive L. 35.750 euro
  • 2.0-X Hybrid Takumi 37.850 euro
  • 2.0-X Hybr. Centre L. AWD 34.650 euro
  • 2.0-X Hybrid Homura AWD 35.450 euro
  • 2.0-X Hybrid Nagisa AWD 36.950 euro
  • 2.0-X H. Exclusive L. AWD 37.950 euro
  • 2.0-X Hybrid Takumi AWD 40.050 euro

Design e dimensioni Mazda CX-30

Il primo elemento che colpisce della Mazda CX-30 è senza dubbio il suo design. Mazda ha scelto di applicare la filosofia stilistica Kodo Design, che presenta linee fluide e proporzioni sportive ma mai vistose o troppo accentuate. La CX-30 si posiziona tra la più compatta CX-3 e la più spaziosa CX-5, trovando un equilibrio tra dimensioni esterne e spazio interno. Con una lunghezza di 4,40 metri, una larghezza di 1,80 metri e un’altezza di 1,54 metri, si posiziona perfettamente nel segmento dei C-SUV.

Uno degli elementi distintivi del design esterno è la calandra imponente, affiancata da gruppi ottici sottili e aggressivi. Le superfici lisce e scolpite, specie se abbinate al colore Soul Red Crystal, creano giochi di luce particolari anche a vettura ferma. I passaruota rivestiti in plastica nera danno una sensazione di robustezza, sottolineando il carattere del crossover giapponese. Mazda propone una gamma di colori raffinata, con tinte metallizzate che esaltano realmente le forme del veicolo, tra cui il già citato Soul Red Crystal e il Machine Gray, veri marchi di fabbrica del brand.

Gli interni della Mazda CX-30 rispecchiano la filosofia del design giapponese: minimalismo, qualità percepita e un’ergonomia studiata nei minimi dettagli. L’abitacolo è avvolgente, con un’impostazione driver-oriented, in cui tutto è pensato per massimizzare il piacere di guida e tenere tutto sotto il controllo del guidatore. La plancia è molto pulita e i materiali soft-touch trasmettono una sensazione di qualità superiore rispetto a molte concorrenti dirette. Con questo ultimo aggiornamento la CX-30 offre un sistema di infotainment rinnovato con display da 10”, posizionato in alto in modo da ridurre le distrazioni. Tuttavia, a differenza di molti SUV moderni, Mazda ha scelto di affiancare il touchscreen ad un’interfaccia gestibile tramite la classica rotella centrale sul tunnel, una scelta che consente la sicurezza nell’uso del sistema. Questo sistema ha installato Amazon Alexa come assistente vocale, che consente una percezione rapida e precisa dei comandi e consente all’auto di interagire con i sistemi domotici installati in casa.

Il quadro strumenti combina un display digitale con indicatori analogici, offrendo una leggibilità immediata di tutte le informazioni. La dotazione include anche un head-up display, che proietta le informazioni della velocità, del navigatore e della musica sul parabrezza in modo ordinato e leggibile. La disposizione dei comandi segue la logica dell’essenzialità giapponese: tasti fisici, posizionati con attenzione per essere intuitivi. Il sistema di climatizzazione è regolabile tramite pratiche manopole, e nel volante multifunzione sono presenti sia i comandi degli ADAS che del sistema multimediale, con un layout ordinato e comprensibile.

Un dettaglio che potrebbe far storcere il naso a chi cerca massima praticità è però lo spazio posteriore: pur offrendo un buon livello di comfort, il divano posteriore non è tra i più generosi della categoria, con una linea del tetto leggermente inclinata che può penalizzare i passeggeri più alti. Il bagagliaio, con 430 litri di capacità, è ben sfruttabile, ma alcuni concorrenti diretti offrono soluzioni più sfruttabili.

Motore e prestazioni

La Mazda CX-30 e-Skyactiv-G è equipaggiata con un motore quattro cilindri aspirato da 2.5 litri, capace di erogare 140 CV e 238 Nm di coppia, abbinato a un sistema mild-hybrid a 24V che contribuisce a migliorare l’efficienza del sistema Start e Stop senza compromettere il piacere di guida. Questo propulsore, a differenza di molte soluzioni turbo adottate dai concorrenti, punta sulla linearità e sulla risposta progressiva, risultando meno esplosivo ai bassi regimi ma più fluido e prevedibile nelle accelerazioni.

Il cambio manuale a sei marce è una delle caratteristiche distintive di questa versione: Mazda continua a puntare su trasmissioni ben manovrabili, con innesti precisi e corsa corta della leva, che regalano una sensazione di guida piacevole e molto coinvolgente. Lo spunto da fermo è buono e la progressione, seppur meno immediata rispetto a un turbo, è sempre coerente. L’accelerazione non è bruciante ma la ripresa regala sempre una sensazione di sicurezza, con una spinta sempre lineare e prevedibile.

Il sistema mild-hybrid interviene principalmente in fase di decelerazione e riaccensione, fornendo un piccolo supporto elettrico che consente un riavvio istantaneo del motore a benzina. Il vero trucco del 2.5 è però la disattivazione parziale dei cilindri: a regimi costanti il motore spegne due dei cilindri in modo fluido e quasi impercettibile, portando a una rapida riduzione dei consumi. L’unico modo per visualizzare lo stato di accensione dei cilindri è tramite la schemata Monitor Flusso Energia del sistema infotainment.

Ma fa il miracolo ?

Grazie alla disattivazione dei cilindri e alla tecnologia Mild-Hybrid, in condizioni di guida reali si possono ottenere facilmente consumi intorno ai 16 km al litro in città e 17 km/l in autostrada. Consumi buoni, specie in autostrada, ma non bassi se paragonati alle competitor full-hybrid, in grado di percorrere facilmente oltre 20 km/l in città o alle diesel nei tratti autostradali.

Questo motore però può sorprendere e quando si impara a conoscerlo si tira fuori il meglio dalle sue tecnologie. Per ottenere i consumi più bassi posso consigliare di non seguire fedelmente l’indicatore di cambiata, che tende a tenere molto bassi i giri (sotto i 1.500 giri/minuto) e non consente al sistema di disattivazione dei cilindri di entrare in azione. Basta raggiungere la velocità desiderata e tenere una marcia che consenta al motore di operare sopra i 1.500 giri per vedere consumi istantanei davvero bassi nei tratti a velocità costante.

Con una guida tranquilla, seguendo queste indicazioni, è possibile migliorare decisamente i consumi in città, specie nei rettilinei a velocità codice dove si tenderebbe a mettere la marcia più alta possibile. I consumi più bassi sono stati di 20,1 km/l in città e 23,3 km/l in extraurbano.

La frenata è buona e facilmente modulabile, grazie a un impianto ben calibrato che però soffre di fading nelle discese più impegnative. L’assenza del freno rigenerativo consistente si fa notare in città, dove la CX-30 riesce a sfruttare il recupero di energia solo scalando marcia manualmente e sfiorando il pedale del freno.

Mazda ha sempre curato particolarmente il telaio e la dinamica di guida, e la CX-30 non fa eccezione: lo sterzo è diretto e preciso, con un buon feeling nella risposta. La piattaforma utilizzata è la stessa della Mazda 3, con una taratura delle sospensioni che riesce a bilanciare molto bene comfort e dinamica alla guida. L’assetto è rigido quanto basta per garantire un’ottima tenuta di strada, ma senza risultare eccessivamente secco sulle asperità dell’asfalto. Nei cambi di direzione più rapidi la vettura rimane sempre stabile, e il rollio è contenuto rispetto a molti SUV della stessa categoria.

La visibilità è generalmente buona, anche se il lunotto posteriore non è dei più generosi e i montanti posteriori piuttosto spessi possono ostacolare leggermente le manovre. Fortunatamente, la dotazione tecnologica include sensori di parcheggio e telecamera posteriore per ovviare a questa criticità. La CX-30 non è immune ai rumori di rotolamento su asfalti più ruvidi, ma anche a velocità autostradali il motore rimane silenzioso e il comfort di marcia è elevato: è davvero una compagna ideale anche per lunghi viaggi.

Per chi è la Mazda CX-30?

La Mazda CX-30 è un SUV compatto che punta su design sobrio, qualità costruttiva superiore e un piacere di guida raro nel segmento, il tutto con un occhio di riguardo all’efficienza grazie al motore sovradimensionato. Non è un’auto per tutti: chi cerca un veicolo puramente razionale e conveniente potrebbe trovare alternative con motorizzazioni più potenti meno assetate, con dotazioni tecnologiche più vistose a parità di prezzo. Tuttavia, per chi apprezza la cura nei dettagli, un’estetica non banale e una guida coinvolgente, la CX-30 si rivela un’opzione molto interessante.

La posizione di guida rialzata e il comfort di bordo la rendono perfetta sia per chi affronta quotidianamente traffico cittadino che per chi percorre lunghi viaggi autostradali. Allo stesso tempo, il piacere di guida e il cambio manuale ben calibrato la rendono adatta anche a chi ama ancora il controllo totale del veicolo, in un’epoca in cui i cambi automatici stanno diventando la norma.

La Mazda CX-30 è un’auto che si rivolge a un pubblico attento al piacere di guida, disposto a sacrificare qualche optional hi-tech per avere una qualità percepita superiore e una meccanica affinata. Per chi cerca una vettura più spaziosa o con maggiore praticità per la famiglia, esistono alternative più indicate. Tuttavia, la CX-30 rappresenta una scelta equilibrata e ci fa ricordare cosa significa stare al volante di un’auto pensata per il guidatore.

Alessandro Pittau

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Alessandro Pittau
Tag: Mazda

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