C’è qualcosa di poetico – o forse solo tragicomico – nel vedere l’Europa inciampare sul proprio piedistallo ecologico. Doveva essere il grande balzo verde, l’alba della responsabilità climatica: un emendamento per spalmare le multe sulle emissioni auto su tre anni, invece che uno solo. Un colpo di spugna ecologico, travestito da buon senso politico.
E invece? Salta il target di fine marzo. Slitta, deraglia, evapora. Dicono “procedura scritta”, ma sembra più una puntata di “Chi l’ha visto?”. Nessuno sa chi si oppone, nessuno spiega, tutti tacciono. Von der Leyen aveva promesso un iter rapido. E infatti è rapidissimo: nella fuga in avanti delle scadenze che diventano facoltative, dei processi che si estendono come chewing gum sotto i banchi del Parlamento.
La verità? Nessuno vuole sporcarsi le mani. Troppa paura di far arrabbiare i costruttori, troppa voglia di far finta che vada tutto bene. E così, le multe restano sospese, le emissioni pure, e l’unica cosa che cresce senza limiti è la nostra pazienza. Ora si parla dell’1 aprile. Che, a ben guardare, sembra più una minaccia che una scadenza.
Un anniversario importante per un'auto che ha fatto la storia della motorizzazione italiana: la Fiat…
Nuova nomenclatura per l'evoluzione dell’Audi A4 e A4 Avant - pensionate dopo trent'anni anni di…
Un'auto fuori dagli schemi, dal design audace e rivoluzionario, pensata per connettere la nuova generazione…
Volkswagen sta sviluppando un motore con un innovativo sistema di distribuzione che potrebbe ridurre drasticamente…
Le auto ibride plug-in (PHEV) continuano a occupare una nicchia nel mercato automobilistico, senza riuscire…
Nonostante l’ascesa dell’elettrico e l’espansione dell’ibrido, le auto Diesel continuano a mantenere una fetta di…