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Mercedes Sprinter festeggia i 30 anni con un epico viaggio tra Stoccarda e Milano

Tempo di lettura: 9 minuti

Mercedes-Benz è una Casa, anzi, un’azienda dal fascino indiscutibile. Che si sia fan della Stella oppure sostenitori di altri brand, l’importanza e l’influenza che la firma di Stoccarda ha avuto nel mondo dell’automobile è gigantesca, a partire dal fatto che i suoi fondatori, Carl Benz e Gottlieb Daimler, hanno inventato (separatamente, e senza conoscersi) l’automobile nel 1886. Quasi 130 anni dopo, Mercedes-Benz è ancora uno dei brand più noti e conosciuti nel mondo sia per la sua produzione di automobili Premium e di lusso che per la sua anima più popolare e lavoratrice, rappresentata dalla sua grande storia nel mondo dei van e dei camion.

Alla produzione di berline e sportive di lusso, infatti, Mercedes-Benz ha affiancato la produzione di veicoli commerciali e da lavoro fin dagli albori dei marchi Benz e Daimler, unitisi nel 1926 per creare l’attuale Mercedes-Benz. Tra tutti i modelli che hanno fatto la storia di Mercedes nel mondo dei veicoli da lavoro, poi, c’è un van che, negli ultimi anni, ha contribuito a rivoluzionare questo segmento: il Mercedes-Benz Sprinter.

Nato nel 1995 e sostituto del mitico (ma anacronistico negli anni ‘90) T1, il Mercedes Sprinter è stato il primo van della Casa della Stella a portare più cura, più attenzione al comfort e motori più raffinati nel mondo dei veicoli commerciali. Oggi, a 30 anni dal primo Sprinter, è diventata la norma questa contaminazione tra i veicoli commerciali e le automobili, consuetudine che ha reso i viaggi in “furgone” più comodi, sicuri e veloci che mai. Lo Sprinter, invece, dopo due generazioni realizzate in collaborazione con Volkswagen è arrivato nel 2019 alla sua terza generazione, che non solo è interamente “fatta in casa” dalla Stella, ma offre livelli di comfort e tecnologia da automobile.

Per dimostrarci la veridicità di questa affermazione, Mercedes-Benz Italia ha organizzato una vera e propria traversata transfrontaliera, un viaggio da Milano e Stoccarda e ritorno, dove avremmo potuto vedere da vicino la storia di Mercedes-Benz nel mondo dei furgoni e dei van, alla guida di un nuovo Sprinter. Io ho avuto l’occasione di fare il viaggio di andata da Milano a Stoccarda, e il mio compagno di viaggio è stato un Mercedes-Benz Sprinter 319 CDI, la versione più potente del van della Stella. Come si sarà comportato questo furgone da 190 CV in un viaggio di oltre 500 km?


La storia di Mercedes-Benz nel mondo dei veicoli commerciali: dall’L319 alla produzione odierna

La Casa di Stoccarda ha una lunghissima storia nel mondo dei veicoli commerciali e dei camion, che hanno rappresentato sempre un inatteso e ben poco comune contraltare con la produzione automobilistica, da sempre alla ricerca di lusso, prestazioni e prestigio. Se le automobili Mercedes si sono fatte conoscere in tutto il mondo per queste caratteristiche, i veicoli commerciali della Stella puntano da sempre su altre caratteristiche del marchio: robustezza, affidabilità e versatilità.

Fin dagli albori, infatti, sia Daimler che Benz hanno prodotto veicoli commerciali e furgoni, dal primo bus della storia, il Benz Landau del 1895, al primo camion della storia, prodotto da Daimler nel 1896 passando per camion dei pompieri, motrici e gli iconici camion per consegnare le botti di birra.La produzione di camion e veicoli commerciali è proseguita con la nascita del marchio Mercedes-Benz nel 1926, prediligendo modelli di grandi dimensioni e portate.

Allo stesso tempo, le automobili Mercedes d’accesso facevano da base per alcuni van lamierati come, ad esempio, la 170 V “Lieferwagen”, ovvero “furgone”, primo veicolo costruito da Mercedes dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mancava, però, un van come lo intendiamo oggi, un mezzo progettato dall’inizio per essere un veicolo commerciale. Il successo di Volkswagen, con il Transporter T1, e di Opel con il Blitz, dimostravano che c’era spazio per un veicolo di questo genere, di raccordo tra le auto e i camion. Così, nel 1955 uscì dagli stabilimenti di Sindelfingen il Mercedes-Benz L319, il primo veicolo commerciale leggero sviluppato da zero dalla Stella.

Caratterizzato da un muso ispirato ai più grandi camion della Stella, l’L 319 ha rappresentato un grande successo, soprattutto in Germania, che ha dato la forza alla Casa di Stoccarda di puntare con forza sul mondo dei van, affiancando una divisione speciale, oggi nota come Mercedes-Benz Vans, alla produzione di auto e di veicoli pesanti.

Abbiamo potuto vedere da vicino tutti i van della Casa della Stella all’interno di alcune stanze della sede di Ricerca e Sviluppo di Mercedes-Benz Vans a Waibligen, dove la divisione veicoli commerciali di Mercedes ha raccolto tutti i modelli mai prodotti, dal bellissimo L 319 (anche in versione minibus, noto come O 319) all’ultimo Sprinter, passando per modelli iconici come il bellissimo MB 100, primo modello medio-piccolo prodotto da Mercedes Vans e sostituito dal mitico Vito, al T2, noto anche come Dusseldolfer Transporter, il van più grande prodotto da Mercedes e sostituito dal Vario fino al 2013, passando per il Mercedes-Benz T1.

Quest’ultimo, noto anche come Bremer Transporter vista la produzione nella città atlantica di Brema, è il papà dell’odierno Sprinter. Molto popolare anche in Italia per via della robustezza, il T1 (noto anche come le sue sigle come 207 D, 309 D o 410 D a seconda di lunghezza e potenza) è un furgone “vecchio stile”, tanto robusto e indistruttibile quanto lento, rumoroso e poco raffinato. Nonostante il successo di questo modello, negli anni ’90 Mercedes-Benz vedeva nei suoi van la sua branca più “statica”, con le auto e i camion che spiccavano rispetto alle dirette rivali per soluzioni tecniche e per raffinatezza superiori.

Nasce lo Sprinter, il primo van “moderno” della Stella

Per questo, nel 1995, è arrivato sul mercato la prima generazione del Mercedes-Benz Sprinter, nota anche come T1N o W901. Caratterizzato da un disegno molto più contemporaneo, il primo Sprinter è stato realizzato in collaborazione con Volkswagen, che sulla stessa base realizzò l’LT, segnando una joint-venture tra le due Case tedesche che si estendeva anche al più piccolo Vito (cugino del Volkswagen Transporter T4).

Dotato di una carrozzeria da van moderno, il primo Sprinter ha adottato motori Diesel e Turbodiesel con potenze comprese tra i 79 CV del 208 D ai 156 CV dell’x16 CDI, equipaggiato con l’apprezzato 2.7 cinque cilindri turbodiesel visto sulla produzione automobilistica, che lo rendeva il van più potente sul mercato. Proprio questa fu l’intuizione vincente di Mercedes: aumentare la condivisione di componenti tra le sue auto e i suoi furgoni, una soluzione che da un lato riduceva il costo di sviluppo dei mezzi, ma dall’altro dava un tocco più ricercato ai suoi robusti van, che condividevano motori, trasmissioni ma anche interni, autoradio e volanti con le ammirate berline della Stella.

Il successo dello Sprinter fu immediato: nel 1995 è stato proclamato International Van of The Year, venendo prodotto a Dusseldorf ma anche a Buenos Aires e in Vietnam, e importato sul mercato nordamericano con i marchi Dodge e Freightliner. Il successo del van medio-grande della Stella è proseguito anche con la seconda generazione, il W906, lanciato nel 2006 e prodotto nel 2018, il primo ad essere declinato anche in versione “minibus”, che dai 9 posti del “classico” Sprinter arriva fino a 22 posti e 45 quintali, per una versatilità ben poco comune in questo segmento.

La seconda generazione dello Sprinter è, per il momento, la più longeva, proposto ininterrottamente tra il 2006 e il 2018 con diversi facelift e versioni particolari. Questa è stata anche l’ultima versione sviluppata in collaborazione con Volkswagen (che sulla stessa base ha realizzato la prima generazione del Crafter), nonché l’ultima ad essere commercializzata in Nord America con il marchi0 Dodge (fino al 2009). Disponibile con motori benzina e Diesel a quattro e sei cilindri con potenze dagli 88 ai 256 CV, la seconda generazione dello Sprinter ha lasciato spazio, nel 2018, alla terza serie.

L’attuale Sprinter: elettrico, ma ancora a gasolio

L’attuale Mercedes-Benz Sprinter è il primo ad essere stato realizzato interamente da Mercedes senza collaborazioni esterne, nonché il primo Sprinter disponibile anche con trazione anteriore. Fino al 2018, infatti, tutti gli Sprinter hanno avuto la trazione posteriore o integrale, con la variante 4×4 che si è fatta conoscere e amare per la sua robustezza e per le ottime capacità fuoristradistiche già dalla seconda generazione.

In realtà, nel 2024 Mercedes-Benz ha annunciato di aver accantonato la versione a trazione anteriore, disponibile anche in versione elettrica, per concentrarsi sulle versioni a trazione posteriore o integrale, più apprezzate dal pubblico. Nel 2019, infatti, è arrivato sul mercato l’inedito Mercedes eSprinter, la prima variante elettrica di grande serie della storia del marchio. Prodotto fino al 2023, l’eSprinter 1.0 era dotato di un motore anteriore da 114 CV e batterie da 41 o 55 kWh, che garantivano un’autonomia WLTP compresa tra i 115 e i 168 km.

Dopo un solo anno di produzione, però, Mercedes ha annunciato nel 2020 la nascita di un nuovo Sprinter elettrico, completamente rivisto, l’eSprinter 2.0. Arrivato sul mercato nel 2023, è realizzato su una nuova piattaforma con motore posteriore e batterie molto più grandi da 81 o 113 kWh e motori da 136 o 204 CV, il nuovo eSprinter 2.0 ha autonomia che possono arrivare a 446 km nel ciclo WLTP.

Sebbene la versione elettrica abbia uno spazio importante all’interno della gamma, è indubbio che il cuore dell’offerta del terzo Sprinter sia costituito dai motori a gasolio. Dopo il restyling del 2021, il Mercedes-Benz Sprinter è mosso da un solo motore a gasolio, l’apprezzato 2.0 quattro cilindri turbodiesel OM 654 visto anche su tutte le auto del marchio, con potenze comprese tra i 114 e i 190 CV.

Dotato di una linea molto più aerodinamica e moderna, con ispirazioni stilistiche prese dalla gamma automobilistica della Stella, il terzo Sprinter fa un netto salto di qualità all’interno, accogliendo l’ottimo sistema di infotainment MBUX con schermo da 10,25 pollici di serie su tutte le versioni, la disponibilità di una suite di sistemi di sicurezza attivi presi dalla produzione automobilistica e un livello di cura e attenzione nella cabina inedito per un “semplice” furgone. Invariata, infine, l’eccellente praticità e versatilità dello Sprinter, con una volumetria che va dai 7,8 m3 della versione a passo corto e tetto normale ai 17 metri cubi della versione a passo lungo e tetto alto.

Come da tradizione, infatti, ci sono diverse versioni dello Sprinter, caratterizzate da tre cifre che indicano dimensione e potenza del van in questione. Se, ad esempio, siamo di fronte ad uno Sprinter 317 CDI, si tratta di una versione a passo normale (indicato dal numero 3) e con 170 CV (il 17, che indica quindi le “decine” di CV del motore), con CDI che indica la presenza del sistema common-rail del motore turbodiesel.

Come va il Mercedes-Benz Sprinter? La mia prova “estrema” da Milano a Stoccarda con un 319 CDI

Dopo 30 anni di successi, Mercedes-Benz ha pensato di organizzare un “viaggio di compleanno” per il suo mitico Sprinter, scegliendo di far percorrere a noi giornalisti una tratta molto utilizzata dai trasportatori, il vettore Milano-Stoccarda, alla guida di uno Sprinter. Il mio compagno di viaggio per gli oltre 500 km e quattro Paesi attraversati è stato questo Sprinter 319 CDI Long, quindi uno dei più lunghi e con motore 2.0 turbodiesel da 190 CV e 450 Nm, dotato di trazione posteriore e cambio rigorosamente manuale.

Abituarsi alle dimensioni non è subito immediato. Anche se non è la versione più lunga e voluminosa in gamma, il “nostro” Sprinter arriva a 7 metri di lunghezza, con un’altezza di oltre 2,20 metri e un’imponenza su strada che può mettere soggezione. Nonostante, poi, si tratti della variante con cambio manuale, fin dai primi metri l’ultimo Sprinter lascia stupiti per la facilità di guida e di manovra che è in grado di restituire a chi guida.

Per le manovre c’è la sola telecamera posteriore, fondamentale per le retromarce, mentre i principali grattacapi sono dati dal passo lunghissimo, di oltre 4 metri, che unito allo sterzo con un ottimo diametro di svolta per le dimensioni può portare a “pizzicare” marciapiedi o piccoli oggetti se non si sta attenti. Per il resto, invece, è tutto, sorprendentemente, da automobile, a partire dal triangolo frizione-sterzo-cambio. Tutti e tre hanno un bel peso e un’ottima progressività, che rendono facile anche per chi non ha dimestichezza con questi mezzi muovere e muoversi con disinvoltura alla guida dello Sprinter.

Nel dettaglio, lo sterzo è piuttosto preciso e progressivo, sebbene (per scelta) non sia dei più diretti, mentre se i freni sono ben dimensionati convince la frizione, dall’ottimo peso e facile da modulare, così come il cambio, dagli innesti lunghi ma precisi. Complice il viaggio senza carico, infine, mi ha colpito il 2.0 turbodiesel. Il noto OM 654 è potente e vigoroso su tutte le auto su cui è montato, ma non mi aspettavo che fosse così presente, prestante e a suo agio su un veicolo commerciale. Le prestazioni sono quasi sportiveggianti, con uno 0-100 km/h che non supera di molto i 10 secondi, che permettono di viaggiare con un ottimo ritmo su tutte le strade.

In città, ad esempio, è sempre pronto a scattare dal semaforo, mentre fuori città e in autostrada riesce a mantenere velocità molto interessanti. Anche nei curvoni, nonostante l’altezza, si comporta bene, mantenendo un’ottima stabilità anche alle alte velocità tedesche. Nelle mitiche Autobahn, abbiamo potuto spingere fino a 165 km/h, autolimitati elettronicamente, velocità che, con l’asciutto, non da alcun tipo di problema.

Abbiamo preso diversi acquazzoni, che complice l’asfalto in cemento di alcuni tratti dell’autostrada tedesca, dove il nostro Sprinter si è comportato bene nonostante la scarsa aderenza. Solo il vento laterale fa muovere un po’ il van a queste velocità, ma a limite autostradale italiano non c’è nessun tipo di problema. Ottima l’insonorizzazione, di ottimo livello soprattutto per un veicolo commerciale, mentre è molto comodo il sedile del guidatore, con una posizione di guida alta e seduto. È meno comodo, invece, il divano dei due passeggeri anteriori, con uno schienale fin troppo dritto.

Il viaggio di oltre 500 km è andato liscio senza sorprese in circa 6 ore, con un furgone che ci ha lasciato stupiti per comfort e completezza. Sempre funzionale e ben fatto il sistema MBUX, con i comandi fisici del clima davvero comodi, mentre sono sempre poco intuitivi i tasti a sfioramento sul volante, poco utilizzabili soprattutto in marcia. Concludo con i consumi, con una media di 8,8 l/100 km sull’intera tratta, ovvero 11,3 km/l. Nella “ligia” Svizzera, con limiti tra gli 80 e i 120 km/h, abbiamo invece percorso oltre 15 km/l: davvero ottimo.

Una versione speciale per i 30 anni dello Sprinter: 30 esemplari “cattivi” ma completissimi

Facile da usare e manovrare, completo e ben fatto: il Mercedes-Benz Sprinter si conferma dopo 30 anni come uno dei veicoli commerciali leggeri di grandi dimensioni più completi e utilizzabili sul mercato. Non deve quindi sorprendere scoprire che non costa poco: il nostro Sprinter Pro 319 CDI Long, con lunghezza di 6,97 metri, MBUX e Cruise Control “normale” di serie, parte da 52.174 euro IVA esclusa.

Nonostante un prezzo non così contenuto, lo Sprinter è uno dei van più popolari e apprezzati. Per questo, Mercedes-Benz festeggia i 30 anni del suo furgone più grande con una versione speciale, dedicata al trentesimo compleanno, caratterizzata da una dotazione ancora più completa. Oltre a tutta la suite di sicurezza attiva, infatti, gli Sprinter Premium “30 Years Edition” hanno vernice grigia opaca, cerchi in lega neri e una dotazione iper-completa. Questa versione così ricercata sarà proposta in Italia in soli trenta esemplari, ed in accoppiata con i motori da 170 e 190 CV.

Giulio Verdiraimo

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Giulio Verdiraimo

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