Per sedici anni, le grandi Case automobilistiche europee si sono sedute attorno a un tavolo e, tra una brioche e un caffè corretto alla benzina, hanno deciso che i rottami siamo noi. Non quelli a quattro ruote, ma quelli a due gambe.
Secondo la Commissione Europea, questi signori — da Volkswagen a Renault, da Toyota a Stellantis — si sono accordati per non pagare gli autodemolitori. Sì, proprio quelli che dovrebbero smaltire i veicoli a fine vita. Per loro, il riciclo era già un business. Tradotto: “Fate voi, a gratis. Noi intaschiamo”.
E mentre i consumatori compravano auto “green” ignari del retroscena tossico, le Case evitavano pure di pubblicizzare quanto materiale riciclato usavano. Perché, si sa, l’ecologia fa marketing… ma solo quando conviene. La Mercedes? L’unica graziata. Ha fatto la spia e si è presa l’immunità. Chiamatela pure “Classe E (tica)”.
E così, Bruxelles ha servito il conto: 458 milioni di euro di multe. Che, in fondo, sono meno di quanto spendono per una pubblicità in prima serata.
Moralità? Quando il capitalismo va a sbattere, a pagare i rottami siamo sempre noi.
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