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Auto aziendali così non va: c’è un allarme senza precedenti

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Le auto aziendali sono un segmento fondamentale per il mercato dell’autonoleggio, ma la recente stretta fiscale sui noleggi a lungo termine sta mettendo in grave difficoltà questo settore. Un allarme senza precedenti si solleva da parte delle associazioni che rappresentano le società di noleggio, che parlano di una situazione preoccupante, con previsioni di una riduzione drastica delle immatricolazioni e di un impatto negativo sul PIL.

La stretta fiscale: un colpo al settore

Le modifiche fiscali introdotte con la legge di Bilancio e il Decreto Milleproroghe, unitamente alla mancata salvaguardia delle auto aziendali, hanno suscitato forti reazioni nel mercato del noleggio. Secondo quanto riportato da Aniasa, l’associazione che rappresenta l’industria dell’autonoleggio, il settore rischia una riduzione di immatricolazioni pari al 30% nel solo 2025, corrispondente a circa 70.000 autovetture in meno rispetto al 2023. Un calo che si tradurrebbe in una perdita di circa 2,7 miliardi di euro di PIL. La situazione è resa ancora più critica dall’incertezza normativa che attanaglia il settore, dove le aziende si trovano a fare i conti con una continua altalena di modifiche fiscali che non offrono certezze sul futuro.

La beffa dei tentativi infruttuosi

Dopo diversi tentativi falliti di chiarire la norma sul fringe benefit, che penalizza l’87% delle auto aziendali in uso promiscuo, il settore si trova ancora una volta davanti a un nulla di fatto. Nonostante gli sforzi delle associazioni, tra cui Aniasa, di ottenere una modifica della legge, il presidente della commissione Bilancio della Camera, Marco Osnato (FdI), ha dichiarato inammissibile l’emendamento proposto per correggere la situazione. La stessa sorte è toccata alla proposta avanzata da Alberto Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attività Produttive, che ha definito il correttivo estraneo al decreto Bollette, impedendo così ogni possibile modifica normativa.

Un settore paralizzato dall’incertezza

Il continuo stop and go legislativo sta creando una vera e propria paralisi nel mercato del noleggio, con gravi conseguenze per le aziende che si trovano a gestire migliaia di ordini e immatricolazioni sulla base di una normativa che appare in continua evoluzione. Le imprese, i concessionari e i driver sono costretti a prorogare i contratti esistenti, con un impatto diretto sul numero di immatricolazioni e sulla crescita del settore. Inoltre, manca ancora un tavolo ministeriale di raccordo per affrontare in modo concreto e sistematico le problematiche legate alla fiscalità delle auto aziendali, nonostante le richieste esplicite di Aniasa, Anfia e Unrae.

La possibile via d’uscita: ricorso e decreto legge

Nonostante la delusione per l’inammissibilità dell’emendamento Osnato, il settore non ha intenzione di arrendersi. Il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha dichiarato più volte di essere disponibile a lavorare su un quadro normativo chiaro riguardo ai costi chilometrici delle auto aziendali in uso promiscuo. Il ricorso per una possibile modifica dell’emendamento nel Decreto Bollette è fissato per il 26 aprile, e se dovesse fallire, la strada percorribile potrebbe essere quella di un decreto legge sugli acconti Irpef, previsto per dopo la presentazione del Documento di economia e finanza (Def), ossia dopo il 10 aprile.

La necessità di una risoluzione urgente

Le società di noleggio e tutta la filiera collegata chiedono al Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) di risolvere l’emergenza fiscale per poi procedere con un attento riesame dell’intera fiscalità delle auto aziendali. La necessità di un intervento normativo rapido è essenziale per evitare danni irreparabili al settore e garantire la continuità operativa delle aziende, che rappresentano un pilastro fondamentale per l’economia del Paese.

L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria è un segnale chiaro: senza una chiara salvaguardia per le auto aziendali, il settore rischia di subire un colpo durissimo, con un impatto negativo sull’intera economia e sulle migliaia di famiglie che dipendono da questo mercato.

Redazione Autoappassionati.it

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